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Sognatori e visionari: Todd Rundgren chiude la tre giorni prog

07.09.2026 Scritto da Lucia Mora

Cala il sipario sul 2DAYS Prog +1 Festival con una terza giornata pensata come un mosaico di sensibilità opposte, per guidare il pubblico dalle ricamature liriche più delicate fino alle vette dell'eccentricità d'autore targata dallo storico ritorno in Italia di Todd Rundgren.

L'apertura dei Limite Acque Sicure ha impostato la rotta puntando sulla poesia del prog sinfonico nostrano: un'esibizione intima, avvolgente e drammatica che ha sospeso il tempo. A spezzare la calma contemplativa ci hanno pensato subito dopo gli Half Past Four. La formazione canadese ha portato sul palco una ventata di imprevedibile follia avant-prog, trasformando il set in un caleidoscopio di continui cambi di tempo. Tra storture ritmiche e una verve decisamente istrionica, la loro performance ha regalato la scossa elettrica ideale, perché nel prog la complessità tecnica può sposare un senso del gioco mai banale.

Il tono è cambiato di nuovo con l'arrivo dei Paatos, maestri nel dipingere paesaggi sonori ombrosi e cinematografici. Il loro art-rock venato di malinconia nordica ha calato su Revislate un velo di bellezza ipnotica. Tra tappeti di tastiere avvolgenti, chitarre e una voce capace di graffiare, la band svedese ha confezionato uno dei momenti più emotivamente densi dell'intero weekend, esplorando le declinazioni più intime e scure del genere.

Poi è arrivato lui, il "Wizard" in persona. Quando Todd Rundgren ha preso possesso del palco, si è percepita immediatamente la statura del gigante: non soltanto un'icona degli anni Settanta, ma un pioniere che ha ridefinito i confini tra pop, rock, prog e sperimentazione sonora. Il suo set è stato una lezione di carisma, eclettismo e pura libertà creativa. Passando da classici intrisi di melodia da musica leggera a digressioni psichedeliche e futuriste (molto apprezzato l'omaggio agli Utopia, di cui era presente il bassista Kasim Sulton), Rundgren ha sfoggiato una tenuta vocale e una presenza scenica magnetiche, supportato da una band affilatissima. Vedere un maestro della produzione e dell'arrangiamento plasmare la materia musicale con tale disinvoltura è stato il coronamento ideale della rassegna. Un finale storico che manda in archivio un'edizione che ha saputo celebrare la storia del prog, senza mai smettere di guardare oltre l'orizzonte.


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