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Shinedown: quando il rock è ancora un successo radiofonico

21.05.2026 Scritto da Elena Palmieri

Ci sono ancora band rock capaci di dominare la radio americana nel 2026, accumulare numeri uno, vincere premi mainstream e riempire arene senza smettere di suonare la propria musica. Gli Shinedown appartengono a quella categoria sempre più rara. Mentre il singolo “Safe and sound” è diventato la venticinquesima canzone numero uno della formazione originaria di Jacksonville nella classifica Mediabase Active Rock - stabilendo un record - e dopo la vittoria dello scorso marzo come “Best Rock Artist” agli iHeartRadio Music Awards per il secondo anno consecutivo, il gruppo si prepara a pubblicare il nuovo album "Ei8ht". Il disco, in uscita il 29 maggio a quattro anni di distanza da "Planet Zero", sarà presentato dal vivo in occasione del “Dance Kid Dance Act II World Tour”, che farà tappa anche in Italia il prossimo 2 novembre per un concerto all’Alcatraz di Milano (qui i dettagli).

Per Brent Smith, però, tutto questo continua ad avere un significato molto preciso. Il frontman della band parla dei recenti riconoscimenti con entusiasmo sincero, ma riporta sempre il discorso verso la stessa direzione. "Per noi un premio come gli iHeartRadio Awards significa tantissimo perché, negli Stati Uniti, la radio è il motivo per cui abbiamo una carriera", racconta il musicista a Rockol: "Capiamo che lo streaming fa parte della cultura musicale, ma per il nostro trascorso, lo streaming può far ascoltare la tua musica, ma la radio può costruirti una carriera vera. Ricevere un premio da qualcosa di importante come iHeart è speciale, ma alla fine tutto ruota sempre intorno al pubblico". È un concetto che torna continuamente nelle parole di Smith , che parla degli Shinedown come di una band che, dopo oltre vent’anni, continua a ragionare in termini collettivi e non individuali. "Negli Shinedown abbiamo un solo capo. E quel capo è chiunque sia tra il pubblico", afferma il frontman. "Stiamo per pubblicare l’ottavo album, abbiamo 37 singoli alle spalle e vogliamo continuare ancora per altri vent’anni. Ma tutto parte sempre dai fan, da chi ci segue dall’inizio e da chi magari ci sta scoprendo solo ora". Forse è anche per questo che Smith rifiuta una definizione troppo rigida del gruppo. "Gli Shinedown sono una rock band, certo, se proprio vogliamo usare una defininizione, ma non ci piace essere incasellati", insiste il frontman: "Siamo presenti in sei formati radiofonici diversi. Quindi, non si tratta solo di rock, metal, country, pop o alternative. Si tratta di musica. Noi diciamo sempre che gli Shinedown sono la band di tutti".

Questo può suggerire che il rock abbia ancora un vero potere nel panorama musicale di oggi? Quale potere può avere la musica più pesante in questo contesto? "Penso che, più di ogni altra cosa, ci sia un aspetto soggettivo: ognuno può avere un’opinione diversa quando si parla di rock and roll", dichiara Brent Smith:

Questa idea di autenticità attraversa completamente "Ei8ht", un album che gli Shinedown hanno costruito lentamente nell’arco di un anno e mezzo, alzando continuamente il livello delle aspettative. "Abbiamo passato tantissimo tempo in studio, in sessioni di scrittura infinite, spingendoci continuamente oltre i nostri limiti", racconta Smith: "Quando realizzi un ottavo album con diciotto canzoni dentro, devi dimostrare di essere ancora all’altezza".
La lunga costruzione del disco è passata anche attraverso un gioco continuo con il pubblico. Prima i singoli pubblicati senza annunciare l’album, poi gli indizi sparsi sui social, infine la sorpresa di un disco doppio nella durata, in un momento storico in cui tutto sembra andare nella direzione opposta. "Credo che molti pensassero che avremmo fatto un album da dieci pezzi", ride Smith: "Noi invece volevamo divertirci anche così. Cerchiamo sempre di non fare lo stesso disco due volte". Ha aggiunto: "E facciamo del nostro meglio per non scrivere la stessa canzone due volte. Ma per noi la cosa fondamentale è che, durante la lavorazione di questo album, non c’è stato un solo momento in cui ascoltavamo una canzone pensando 'va bene così'. Noi non facciamo album pensando a tre singoli e al resto come riempitivo. Ogni pezzo deve avere un’identità".

In questo senso "Ei8ht" segna anche una rottura rispetto agli ultimi due lavori della band. "Attention Attention" e "Planet Zero" erano album concettuali, costruiti come opere unitarie. Qui invece ogni canzone vive autonomamente. "Le ultime due volte tutti i brani erano collegati", spiega Smith: "Questo disco è diverso. Ci sono 18 canzoni che appartengono allo stesso lavoro, ma ognuna racconta una storia propria". Proprio dietro questa frammentazione emotiva ci sono anche gli ultimi anni vissuti dalla band, segnati da lutti e cambiamenti personali profondi. Durante la lavorazione dell’album, il bassista e produttore Eric Bass ha perso il padre, una zia a cui era legatissimo e la cognata. Smith, invece, ha perso la nonna e poi sua madre. Nel frattempo suo figlio ha compiuto diciotto anni. Il frontman racconta questo periodo quasi come un confronto continuo con il tempo e con il significato stesso della vita. "Io e mio figlio abbiamo avuto conversazioni molto profonde", confessa il musicista: "Mi chiedeva quale fosse il significato della vita e io gli ho risposto semplicemente 'viverla', perché non esiste un manuale di istruzioni per vivere la vita". Da qui nasce anche il cuore di "Ei8ht", che Smith definisce un disco profondamente umano. "Volevamo che ci fosse autenticità e onestà in questo lavoro", sottolinea il frontman: "Parla di cosa significa essere esseri umani, di come affronti gli ostacoli, di come attraversi il dolore e i cambiamenti".

Musicalmente, tutto questo si traduce in un album estremamente vario, che passa da brani pesanti come “Safe and sound” a pezzi più melodici, elettronici o persino quasi country. Smith ammette che proprio “Safe and sound” era il pezzo che lo incuriosiva di più prima dell’uscita: "Pensavo davvero che è un singolo che la gente potesse amare oppure odiare", confessa il frontman: "Invece la reazione è stata travolgente". Ma ci sono anche altri brani che Brent non vede l’ora di portare dal vivo citando “Dizzy”, dedicata alla persona senza cui non puoi immaginare la tua vita, e “Burn down the Disco”, che definisce semplicemente "divertentissima", prima di aggiungere quasi ridendo che, potendo, suonerebbe l’intero album dal vivo. Anche perché per Smith il senso di continuare a fare musica dopo più di vent’anni è di non vivere di rendita: "Puoi sempre tornare ad ascoltare i vecchi dischi", dichiara il musicista:

E forse è questo il motivo per cui Smith parla degli Shinedown quasi come di un organismo autonomo. "La band è come un’entità viva", racconta parlando del tour e della costruzione della scaletta. "In qualche modo è lei stessa a guidarci". Anche perché dopo sette anni di assenza dall’Italia le possibilità sono infinite. "Lo sappiamo, è passato troppo tempo", conferma il frontman: "Ma quando torni in un posto dopo tanti anni e nel frattempo hai pubblicato tutta questa musica, scegliere la scaletta diventa difficilissimo". Alla fine, però, tutto torna sempre al pubblico, a cui è anche dedicata la copertina di "Ei8ht", dominata da un bouquet di fiori dai colori pastello. "Per un periodo la gente diceva che era arrivato il momento di 'dare agli Shinedown i loro fiori'", spiega Smith: "Ma noi non abbiamo bisogno dei fiori. Se qualcuno li merita, è il pubblico. Esistiamo grazie a loro. Questa copertina è semplicemente il nostro modo di dire grazie".


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