A poco meno di un mese dall'inizio del Festival di Sanremo, Levante solleva un tema importante: “Se vincessi Sanremo, non andrei all'Eurovision”. La manifestazione ha assunto ormai connotati molto politicizzati e anche oggi, nella cornice del pre-ascolto dei brani di Sanremo 2026 riservato a giornalisti e critici musicali, la questione è stata presa in esame.
“La Rai ha chiesto di non chiudere gli occhi, l'abbiamo detto quando c'è stata la richiesta e questa è la nostra posizione" dice Fabrizio Casinelli, direttore della Comunicazione Rai, rispondendo a una domanda sulla posizione dell'azienda riguardo a un'eventuale partecipazione della Palestina all'Eurovision Song Contest di Vienna.
La Rai punta ad accelerare i tempi e ad avere un quadro chiaro delle disponibilità degli artisti in gara a Sanremo già durante la settimana del Festival, alla luce dell'attuale scenario politico. A delineare il nuovo iter è il vicedirettore del Prime Time, Claudio Fasulo, che parla di un riscontro da chiedere agli artisti e alle case discografiche "almeno dopo la prima serata". L'obiettivo è rendere la decisione "vincolante per non perdere tempo. Nel momento in cui viene espresso un orientamento, non c'è motivo che ci sia un cambio. Quest'anno vogliamo anticipare l'iter in modo da avere un quadro completo (delle intenzioni degli artisti)".
La nuova procedura anticipa la raccolta formale delle adesioni: "Stiamo pensando di chiedere un feedback, un riscontro, durante la settimana del Festival, per un interesse nostro e dei discografici. E da lì procederemo con la richiesta di adesione". Per ora, ha precisato, si tratta solo di "voli di ricognizione".
La classifica finale di Sanremo resterà il criterio principale, con il diritto di rappresentare l'Italia che spetta al vincitore, a patto che abbia dato il suo consenso. In caso di rinuncia, si procederà come di consueto a scorrere la classifica tra gli artisti che si sono detti disponibili. Fasulo ha confermato che, anche quest'anno, "sembra ci siano molti intenzionati a partecipare".
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