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Roger Waters riscrive "Comfortably numb" in arabo per Gaza

27.05.2026 Scritto da Mattia Marzi

E Roger Waters riscrive "Comfortably numb" in arabo per omaggiare il popolo di Gaza e della Palestina. È stata pubblicata la versione del classico dei Pink Floyd che Waters ha inciso insieme alla cantante di origini palestinesi Mona Miari. La notizia della collaborazione era stata condivisa dallo stesso musicista lo scorso mese. Ora è uscito il brano, accompagnato dal relativo videoclip. Nel testo originale in inglese sono stati inclusi dei versi in arabo, cantati da Mona Miari. 

I versi nuovi sono incentrati su temi come la perdita, resistenza e la speranza collettiva. C'è una forma di connessione con il significato della versione originale della canzone dei Pink Floyd. Lì il centro emotivo era l’alienazione interiore: il protagonista è un essere umano emotivamente dissociato, che invece di reagire con rabbia o speranza scivola in uno stato di distacco quasi anestetico. “Comfortably numb” significa proprio questo: essere “comodamente intorpiditi”. Nella nuova versione, invece, accanto al dolore c'è la speranza.

In una strofa Mona Miari canta:

Ovvero:

In un'altra strofa, invece, l'artista di origini palestinesi canta:

Ovvero:

Nella prima strofa domina il dolore. Le immagini evocano qualcuno che ha perso la propria terra, la propria famiglia o un senso di appartenenza. La “casa” non sembra solo un luogo fisico: diventa simbolo di identità, memoria e affetti. Anche il silenzio della notte che «si sgretola» dà l’idea di un mondo spezzato. Nella seconda strofa, però, il tono cambia: dal lutto si passa alla determinazione. La libertà non è più solo desiderata, ma diventa una forza interiore: «La nostra luce spezzerà l’oscurità / siamo la promessa di una nuova alba».

Il video è stato realizzato montando alcune riprese della striscia di Gaza, bombardata:

Roger Waters, come noto, è un fervente sostenitore della causa palestinese. L'ex Pink Floyd è uno dei principali promotori del movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanctions), che invita artisti, aziende e istituzioni a boicottare Israele come forma di pressione non violenta. Secondo questa visione, il boicottaggio servirebbe a spingere verso la fine dell’occupazione dei territori palestinesi, il riconoscimento di pari diritti per i cittadini palestinesi e il diritto al ritorno dei rifugiati. Nel corso dei suoi concerti e interventi pubblici, Waters ha spesso utilizzato il palco come spazio politico. Durante i tour ha proiettato messaggi e immagini legati alla condizione dei palestinesi e, in alcune occasioni, ha mostrato la bandiera palestinese come gesto di solidarietà simbolica. Ha inoltre rilasciato numerose interviste e lettere aperte in cui critica le politiche del governo israeliano, definendo la situazione nei territori occupati con termini molto controversi come “apartheid”.


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