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Riparte X Factor: Irama tra i giudici e finale di nuovo a Milano

08.09.2026 Scritto da Elena Palmieri

X Factor riaccende i motori per la ventesima edizione del talent, con un nuovo ingresso al tavolo dei giudici e una finale che, dopo le ultime due edizioni trasmesse da Piazza del Plebiscito a Napoli, riporterà lo show a Milano. La nuova stagione partirà giovedì 10 settembre su Sky e in streaming su NOW, inaugurando le sei puntate di selezione che porteranno alla scelta dei dodici concorrenti destinati a raggiungere i Live Show dal 22 ottobre, prima della finale il 3 dicembre. La programmazione in chiaro partirà invece il 15 settembre, ogni martedì su TV8, e dal 16 settembre ogni mercoledì su Cielo.

La nuova edizione viene presentata l’8 settembre al Garage 21 di Milano, in una conferenza stampa condotta da Matilde Cerati, studentessa diciottenne del Liceo Artistico Boccioni, che lo scorso anno aveva ospitato la presentazione del programma. Insieme ai giudici e alla conduttrice sono presenti Giuseppe De Bellis, Executive Vice President Sport, News and Entertainment di Sky Italia, Marco Tombolini, CEO di Fremantle Italia, Alessandro Saba, co-CEO Fremantle Media Italy Group, e Paola Costa, capo progetto di X Factor 2026.

Il tavolo dei giudici

A guidare ancora una volta il programma è Giorgia, confermata per il terzo anno alla conduzione. Accanto a lei torna gran parte della giuria della scorsa stagione, con Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi nuovamente al tavolo. La principale novità è Irama, che prende il posto di Achille Lauro e debutta per la prima volta nel ruolo di giudice di X Factor.

Alla domanda sulle sensazioni provate nel primo giorno dall’altra parte del tavolo, il cantautore di "Ovunque sarai" racconta di essersi trovato subito a proprio agio: "Ho avuto la fortuna di essere stato accolto un po' come in una grande famiglia, sia da tutta la produzione, addetti al lavoro, che dai colleghi", spiega Irama: "Sono entusiasta di iniziare questa avventura. È tutto da scoprire, mi sto divertendo molto e spero di trovare anche l'X Factor, che poi è la cosa più importante". Chiamato a utilizzare la propria esperienza da una prospettiva diversa, cercando non soltanto una voce o una performance efficace, ma artisti sui quali costruire un percorso, il cantante ha aggiunto: "Secondo me è giusto che i ragazzi che partecipano al programma assecondino quello che è il proprio stile, il proprio percorso. Noi siamo qui principalmente per guidarli, magari con l'esperienza che negli anni abbiamo fatto. Cercheremo solo di dare ai ragazzi dei consigli, e anche di fargli scoprire cose nuove”.

Per Gabbani è invece il secondo anno consecutivo nel programma, mentre Jake La Furia e Paola Iezzi arrivano entrambi alla terza edizione. Quest’ultima riparte anche da giudice campionessa in carica, dopo aver portato alla vittoria la sua concorrente Rob, Roberta Scandurra, nella passata stagione. Quattro figure provenienti da percorsi molto diversi che nelle prime fasi lavoreranno ancora insieme, prima di dividersi e costruire le rispettive squadre.

“Fondamentalmente non ci si abitua mai al giudizio e all'esprimere un giudizioe", conferma il cantautore di "Occidentali's Karma": "Sulla carta, l'atto del giudizio rimane sicuramente una grande responsabilità, con le conseguenze che comporta, che possono essere ovviamente positive o negative. Io ho imparato un po' ad accettarla questa cosa. Durante la mia prima edizione, ero molto spaventato dal mettermi nella condizione di dover esprimere un giudizio. Però,fa parte anche un po' del gioco. Quello che mi auguro quando esprimo i giudizi è che possano essere da una parte costruttivi, nei confronti di chi vengono espressi, e nello stesso tempo trasferiscano una sorta di capacità di giudizio personale a chi lo riceve. I ragazzi devono riuscire a essere consapevoli di se stessi, quindi riuscire a fare un'operazione di autogiudizio che secondo me sta fondamentalmente alla base della costruzione di una carriera. Perché il talento ovviamente è importante, però se non riesci a governarlo, probabilmente non vai da nessuna parte”.

Come funziona X Factor quest’anno

Il percorso verso i Live inizierà con tre puntate di Auditions, trasmesse il 10, 17 e 24 settembre, durante le quali gli aspiranti concorrenti dovranno ottenere almeno tre sì per proseguire. Seguiranno due serate di Bootcamp, l’1 e l’8 ottobre, dove il regolamento richiederà inizialmente l’unanimità dei quattro giudici. In caso di pareri discordanti ci sarà spazio per il confronto al tavolo, ma ciascun giudice avrà anche a disposizione un X Pass, con cui potrà garantire direttamente a un artista l’accesso alla fase successiva e portarlo nella propria squadra. Il passaggio decisivo sarà quello delle Last Call il 15 ottobre, durante le quali si formeranno i terzetti ufficiali.

Come visto nella prima puntata di Auditions mostrata in anteprima alla stampa, la varietà di generazioni e stili annunciata sul comunicato stampa trova subito spazio sul palco. Si passa dalla scrittura cantautorale a proposte più difficili da incasellare, con concorrenti che scelgono di misurarsi anche con repertori internazionali e brani molto diversi tra loro. Tra le canzoni ascoltate compaiono Rosalía e Barbara Pravi, ma anche una rilettura di “50 Special” dei Lùnapop e “Brianstorm” degli Arctic Monkeys, affidata alla quota band. Senza anticipare l’esito delle singole esibizioni, alcune delle proposte più convincenti della prima serata arrivano proprio dalle voci femminili, capaci di farsi notare tanto per l’interpretazione quanto per la presenza sul palco.

Il primo episodio permette soprattutto di vedere come stanno prendendo forma gli equilibri della nuova giuria. Irama, che quando gli viene chiesto come si senta al debutto risponde semplicemente “Emozionato”, sembra cercare soprattutto il punto in cui tecnica e identità lasciano spazio a un coinvolgimento più istintivo, insistendo sull’emozione che nasce dalla passione per ciò che si porta sul palco. Paola Iezzi resta la più pronta ad affrontare anche i giudizi spinosi senza troppi giri di parole, Gabbani mantiene un approccio pulito e ragionato, mentre Jake La Furia continua a giocare sulla simpatia scanzonata che ha caratterizzato le sue precedenti edizioni. E proprio l’arrivo di Irama offre subito materiale a Jake. Quando dal pubblico una ragazza di 22 anni urla “Ti amo, Irama”, Jake La Furia coglie l’occasione per scherzare sulla sostituzione di Achille Lauro al tavolo: “Il cambio di giudice ha diminuito l'età del pubblico, perché Lauro è il re delle signore”.

Dietro alle battute rimane però un giudizio che, come sottolinea lo stesso Jake in conferenza stampa, può cambiare radicalmente una volta che l’artista si trova davvero davanti ai quattro giudici. “X Factor sembra una cosa molto inquadrata, ma poi quando sei lì davanti al palco, è molto difficile dare un giudizio, soprattutto l'opinione su una cosa che prima ti sembrava una figata può cambiare ripetualmente da un momento all'altro", sottolinea il rapper: "Tutto sta a vedere qual è la qualità dell'esibizione, qual è la condizione del ragazzo che la porta, e quindi a volte sembro convinto di una cosa finché non la vedo, poi magari non è convincente e quindi cambio idea. O al contrario, tante volte alcune cose mi sembravano dei pacchi pazzeschi, poi invece visti live erano delle figate”. Alla domanda su cosa cerca in qualcuno da portare nella propria squadra, Jake La Furia mette insieme talento, personalità e soprattutto attitudine: “È un misto di tanti fattori. Banalmente deve esserci qualcosa che lo fa brillare quando è sul palco e quando si esibisce. Poi ci vuole anche la personalità, l’attitudine. L'attitudine verso la musica per me è importante. Mi piace vedere gente che è appassionata ma che si diverte nel fare quello che fa. Tante persone che vivono la musica in modo troppo viscerale, tanto da soffrire, per me non è il loro posto questo. Secondo me X Factor è certo una competizione, è certo l'occasione della vita per molti ragazzi che arrivano con quell'idea, per cui si mettono in gioco in una cosa che potrebbe cambiargli la vita o per cui potrebbero perdere una grandissima occasione. C'è dell'emotività. Ma io ritengo che questo sia un lavoro bellissimo che va fatto divertendosi. Per cui voglio vedere della gente che è positiva e che fa quella cosa perché è presa bene”.

Paola Iezzi, pur arrivando da una vittoria, sostiene invece di non affrontare il programma pensando al risultato finale. "Io non faccio mai X Factor con l'idea di vincere. È il terzo anno e ho sempre lavorato per lavorare bene. Per riuscire a trasferire ai ragazzi non solo quello che so di questo lavoro e della musica, ma anche un po' di tranquillità, di serenità", afferma la cantautrice: "L'idea che è importante impegnarsi in qualcosa senza che diventi una cosa troppo pesante. Però è importante che sentano loro la responsabilità del percorso che si intraprende quando si sceglie la musica. La musica è un mestiere bellissimo. Può anche diventare una gabbia terribile se non ti piace fare questo mestiere, perché la musica è una cosa e il mestiere della musica è un'altra cosa. Il mestiere della pop music e della musica da classifica è ancora un'altra cosa. La musica è sfaccettata. Il modo in cui la si fa è diverso ed è sfaccettato. Il modo di stare sul palco e di fare la propria musica è che ognuno deve scegliere l'ambito che preferisce ed è meglio capirlo più prima che dopo”.

Al centro delle parole dei giudici ritorna più volte la differenza tra voler fare musica e cercare invece la notorietà. Jake La Furia va dritto al punto, e afferma: “L'errore che fanno tanti ragazzi è quello di non voler essere dei musicisti ma di voler essere famosi. E questa roba qua poi ti porta a fare qualsiasi cosa pur di essere famoso - anche musica di merda. Ci vuole passione per la musica per diventare un grande musicista, se no si diventa semplicemente uno che utilizza il mezzo per essere famoso e poi floppa”. Gabbani riassume lo stesso concetto ribaltandone i termini. “Bisognerebbe che i ragazzi fossero consapevoli di non fare musica per diventare famosi ma diventare eventualmente famosi perché hanno sempre fatto musica”.

Irama porta la questione sul terreno della necessità espressiva. “Secondo me la musica deve nascere per necessità, tutto il resto è un po' una conseguenza", afferma il cantante: "Viviamo in un periodo storico dove spesso l'artista è più concentrato sulla fama, sui soldi e su tutto il resto rispetto a quello che vuole dire. Per collegarci a X Factor: spesso quando si pensa a un talent, o comunque alla televisione, si pensa a qualcosa di artefatto. Stando qui, e parlando con i ragazzi, ho incontrato persone vere. Sono ragazzi che hanno voglia di raccontare la propria storia e hanno voglia di raccontarla a modo loro”.

La posizione di Paola Iezzi è più sfumata e tiene conto anche della musica come possibile strumento di riscatto. “Un ragazzino che guarda il mondo di oggi, nella musica può vedere anche una sorta di rivalsa sociale", afferma Paola: "Una delle cose belle della musica è che non ha caste, è molto democratica. Soprattutto oggi, anche grazie ai social e ai tanti mezzi a disposizione. Non posso giudicare un ragazzo che vuole anche diventare famoso, perché magari collega il fatto di diventare famoso anche a una rivalsa sociale. Il sogno di diventare famoso, ovviamente, non deve prevalere sull'amore che si prova nei confronti di quello che si fa".

Giorgia guarda la questione anche dalla prospettiva di chi conosce la parte meno visibile del mestiere. “È un lavoro come tutti i lavori, sembra tutto bello ma poi c'è anche una parte faticosa - per quanto rimaniamo sempre privilegiati", sottolinea la voce di "Come saprei": "Se non c'è la vera luce dentro di sé, se non c'è la scintilla, non reggi. Per andare avanti, durare e continuare, serve un'autenticità di ispirazione”. La cantante, nel ruolo di conduttrice, resta anche quest’anno il punto di raccordo tra palco e backstage. Come si vede già nella prima puntata, Giorgia recupera quel ruolo con la scioltezza e la simpatia che avevano segnato positivamente la precedente edizione e, lontano dal tavolo, continua soprattutto a fare da sostegno ai ragazzi nei minuti immediatamente precedenti e successivi alle Auditions. Dal suo punto di osservazione privilegiato non vede però aspiranti concorrenti arrivati semplicemente per tentare la sorte. “Io vedo i ragazzi che si presentano molto determinati", sottolinea l'artista: "Si vede quell'ansia che porta i ragazzi a cercare il coraggio di provarci, giusto quel minuto prima di salire sul palco. Però, i nostri ragazzi e ragazze arrivano piuttosto consapevoli di quello che vogliono fare e di come trattare il proprio talento”.

Le selezioni termineranno con le Last Call. A quel punto ogni giudice avrà già individuato gli artisti sui quali concentrarsi e dovrà restringere ulteriormente il gruppo fino a formare un terzetto. Torna il meccanismo delle tre sedie e degli switch, con i posti che potranno cambiare proprietario fino all’ultima esibizione. Saranno proprio le Last Call a definire i dodici concorrenti ufficiali di X Factor 2026.

La funzione dei talent, oggi

A quasi vent’anni dal debutto italiano di X Factor, e in un panorama in cui per un artista emergente le possibilità di farsi conoscere si sono moltiplicate, resta aperta la domanda su quale funzione possa avere oggi un talent televisivo e su cosa cerchi il pubblico in programmi di questo tipo. Per Francesco Gabbani la risposta tiene insieme le due anime del format: “Sono due gli aspetti", sottolinea il cantautore: "Ovviamente da una parte c'è la questione dell'intrattenimento - perché a tutti gli effetti è uno show, ed è importante che diverta il pubblico, ma anche chi lo fa e chi lo realizza. Dall'altra continua ad esserci quantomeno la speranza e il provare a vedere se può veicolare un talento, o più talenti, che non hanno avuto la loro chance tramite altre vie. Se il talento c'è, lo vedi, esce fuori. Per questo confermo che ci sono tutte e due, da una parte c'è l'intrattenimento e dall'altra c'è la scoperta dei nuovi talenti”. Giorgia guarda invece alla longevità stessa del genere come alla dimostrazione di un interesse che non si è esaurito. “Sono tanti anni che viviamo i talent e a quanto pare il pubblico è ancora attratto: si affeziona, segue, si interessa", afferma la cantante e conduttrice: "X Factor è anche uno dei pochi luoghi dove si fa la musica in tv”.

Jake La Furia introduce però una distinzione importante tra il successo del programma e quello che accade agli artisti una volta spenti i riflettori. “Si sta sempre a guardare il dato della musica dopo la trasmissione, che anche per me è importante", dichiara il rapper: "Però, la prima cosa che ho scoperto io a mie spese facendo questo programma, è che noi qua non è che facciamo musica, noi qua facciamo televisione. Siamo giudicati per i numeri che facciamo in televisione". L’obiettivo, aggiunge Jake La Furia, resta quello che chi attraversa il programma riesca poi a trasformare quella visibilità in un percorso reale.

La visibilità offerta da un talent porta però con sé anche un altro tema, quello della pressione esercitata su ragazzi spesso molto giovani e del rischio che successo e insuccesso arrivino prima che un artista abbia gli strumenti per gestirli. Per Paola Iezzi la preparazione richiesta a chi entra in un programma come X Factor non può quindi limitarsi alla tecnica. “Quando dico che bisogna arrivare preparati, non intendo solo tecnicamente", spiega Paola: "Ma significa arrivare preparati anche psicologicamente, quindi è per questo che io ho sempre un po' timore quando i ragazzi che si presentano sono troppo giovani. Essere travolti da un successo, e magari subito dopo da un insuccesso, fa parte del mestiere. Fare l'artista significa non avere certezze, è sempre stato così. Il mestiere dell'artista è un mestiere precario, da quando ancora non esisteva la precarietà nel lavoro. L'artista nasce precario ed è felice perché riesce a fare quello che ama fare, indipendentemente dal guadagno che a volte è sufficiente, a volte non è sufficiente e ti costringe a fare altri lavori”.

X Factor, i Live e la finale

Una volta completate le selezioni, X Factor si sposterà dal 22 ottobre al Teatro Repower di Milano per i Live Show. Anche quest’anno uno dei momenti centrali sarà quello dedicato agli inediti dei concorrenti, con Warner Music Italy confermata come partner del programma per accompagnarne la pubblicazione e il primo passaggio nel mercato discografico.

La stagione si chiuderà poi giovedì 3 dicembre e lo farà con un altro cambiamento importante. Dopo le due finali organizzate in Piazza del Plebiscito a Napoli, X Factor torna a Milano e sceglie per l’ultimo atto l’Unipol Forum di Assago, riportando così la sfida conclusiva in uno dei principali spazi italiani dedicati alla musica dal vivo.

Da parte di Sky e Fremantle, intanto, non sembra esserci l’intenzione di considerare quella di quest’anno come una corsa verso il traguardo finale del programma. “Lato Sky, ma anche Fremantle, sottolineo che veniamo da delle stagioni straordinarie di X Factor per cui siamo felicissimi di quello che il programma ha fatto negli ultimi anni", afferma Giuseppe De Bellis: "Vedremo quello che succederà quest'anno. Con questa giuria, e con questa conduttrice, speriamo e siamo sicuri che le cose andranno ancora benissimo. E vogliamo continuare a dare voce al talento musicale italiano, vogliamo continuare con questa squadra straordinaria di autori, di tecnici che mettono su un programma che da 20 anni racconta l'evoluzione della musica italiana e fa vedere quanto talento c'è". Marco Tombolini aggiunge: "La ricetta per la longevità di un qualunque programma televisivo, e specialmente i talent show, è raccontare la contemporaneità. Qui abbiamo degli esemplari di contemporaneità perfetti, quindi sentiamo di saper ancora raccontare quello che mettiamo in scena e lo mettiamo in scena molto bene”.


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