"C'è stata una stagione della musica leggera italiana, gli anni Cinquanta, in cui davvero pochi personaggi proponevano qualcosa di diverso dalle melodie tradizionali e melense: e tra questi Renato Carosone. Il musicista napoletano svolse allora una funzione certamente d'avanguardia: quella di mediare e introdurre, in un'Italia stanca di tragedia, la ritmica frenetica e apparentemente spregiudicata del rhythm&blues, del boogie woogie e del rock'n'roll". Inizia con queste parole la scheda su Renato Carosone (nato Renato Carusone a Napoli il 3 gennaio 1920, scomparso il 20 maggio del 2001) scritta da Enrico Deregibus per il "Dizionario completo della canzone italiana".
Studente di pianoforte a sette anni, musicista professionista già a 17 anni, appena diplomato al Conservatorio, Carosone" nel 1949 riceve l'offerta cruciale della sua vita: quella di formare un trio per lo Shaker Club di Napoli": nasce così, con il chitarrista Peter Van Wood e il batterista Gegè di Giacomo, il "Trio Carosone". "Crescendo alla grande scuola del night, i tre suonano di tutto; ma Carosone, innamorato del jazz e del be bop, accelera i brani alla maniera di Fats Waller. Una sera dal pubblico chiedono al gruppo di suonare 'Lo sceicco', ma più veloce. Per Carosone è l'illuminazione decisiva: quella di prendere serissime canzoni napoletane o italiane per cambiarne segno, stravolgerle con l'ironia e il ritmo. (...) Da lì prende l'avvio il repertorio originale, anzi originalissimo, di Carosone (...) Ma il repertorio nasce soprattutto con la collaborazione di un pigro ed elegantissimo pittore napoletano, Nicola Salerno, in arte Nisa, al quale Carosone stesso offre continuamente spunti e idee. I loro testi conoscono, oltre i limiti consentiti dai tempi, una disinvoltura, un'ironia disincantate e anche autocritica, nonché una spettacolare resa teatrale di gruppo (...) e mantengono inalterato un certo spirito gaglioffo e arguto, edonistico ed indolente, che è proprio della napoletanità".
Renato Carosone, insieme a Fred Buscaglione, è un vero innovatore delle canzone italiana, ed è anche grazie a lui che è possibile l'arrivo sulla scena di un rivoluzionario come Domenico Modugno, che nel 1958 al Festival di Sanremo cambierà la storia con "Nel blu dipinto di blu". L'anno dopo, nel 1959, il 7 settembre, Carosone annunciò senza alcun preavviso il suo ritiro dalle scene. Vi farà ritorno con grande successo nel 1975, e con risultati meno entusiasmanti nel 1989 partecipando al Festival di Sanremo con "'Na canzuncella doce doce".
1954: E la barca tornò sola (Fiorelli - Ruccione)
1955: La donna riccia (Modugno)
1955: La pansè (Cioffi - Pisano)
1955: Malafemmena (De Curtis)
1955: 'Stu fungo cinese (Carosone,R - Nisa)
1955: Tre numeri al lotto (Carosone - Fiorentini)
1956: Io, mammeta e tu (Pazzaglia / Modugno)
1956: Maruzzella (Bonagura / Carosone)
1956: T'è piaciuta (Capillo - Rendine)
1956: Guaglione (Nisa / Fanciulli)
1957: Chella llà (Bertini - Di Paola - Taccani)
1957: Tu vuo' fa' l'americano (Nisa / Carosone)
1957: 'A Casciaforte (Mangione - Valente)
1957: L'hai voluto te (Tassi,R - Sarra)
1957: Torero (Nisa / Carosone)
1959: O Pellirossa (Nisa / Carosone)
1958: Caravan Petrol (Carosone - Nisa)
1958: 'O Sarracino (Nisa / Carosone)
1958: Pigliate 'na pastiglia (Nisa / Carosone)
1989: 'Na canzuncella doce doce (Mattone)
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