News

Quanto è difficile quel pezzo di Van Halen

26.01.2026 Scritto da Lucia Mora

Se dovessimo individuare delle pietre miliari nella storia della chitarra elettrica, una di queste porterebbe il nome di Eddie Van Halen. Sebbene non fosse propriamente l'inventore del tapping in senso assoluto - già altri chitarristi jazz e prog lo avevano sperimentato in forme rudimentali - Eddie lo ha trasformato da curiosità tecnica a linguaggio musicale completo e fenomeno di massa. Tutti (o quasi) citano "Eruption" (1978) a esempio: ci sta, è senza dubbio la più famosa. Ma non è in quella canzone che si capisce fino in fondo quanto è difficile suonare come EVH.

Che cos'è il tapping

Per chi non lo sapesse, il tapping consiste nell’usare entrambe le mani sul manico della chitarra: la mano sinistra preme le note come nella tecnica tradizionale, mentre la mano destra “tappa” il manico per produrre nuove note con velocità e fluidità impossibili da ottenere con la sola mano sinistra. Questo approccio apre un mondo di passaggi legati, arpeggi istantanei e combinazioni di note che sembrano uscire da due chitarre contemporaneamente.

Il ciclo fondamentale del tapping di Van Halen può essere espresso come una sequenza fluida di tre movimenti:

  1. Tap: la mano destra colpisce una nota alta;

  2. Pull-off: la stessa mano rilascia la corda facendo suonare la nota premuta dalla mano sinistra.

  3. Hammer-on: la mano sinistra preme una nuova nota senza plettrare.

Questa terzina crea un flusso costante di note che, se eseguito con la precisione di Eddie, produce l'effetto "cascata".

Ve la ricordate...

"Hot for Teacher" del 1984? È lì che la sua tecnica ha raggiunto una maturità e una complessità senza precedenti. In quel pezzo, il tapping smette di essere un assolo isolato e diventa parte integrante di un groove frenetico.

L'introduzione del brano è leggendaria per il dialogo tra la batteria a doppia cassa di Alex Van Halen e la chitarra di Eddie. Qui, il tapping è puramente percussivo: Eddie utilizza entrambe le mani sulla tastiera per creare un riff che mima il ritmo della batteria. Oltre che suonare, costruisce una trama ritmica complessa dove il silenzio tra i "tap" è importante quanto il suono stesso. Il risultato è un andamento swing; non dimentichiamo che i due erano figli di un clarinettista e sassofonista jazz, che ha inciso molto sulle loro influenze musicali.

A differenza di molti imitatori che usano il tapping solo per scale lineari, in "Hot for Teacher" Eddie esegue salti di corda e arpeggi ampi. La difficoltà non risiede solo nella velocità della mano destra, ma nella coordinazione: la mano sinistra deve mantenere un bending o una posizione fissa mentre la destra danza freneticamente su intervalli di ottava o quinta.

Per far sì che il tapping di "Hot for Teacher" suonasse così pulito, Eddie utilizzava il suo iconico "brown sound": una distorsione calda e saturata che permetteva alle note legate di avere lo stesso volume di quelle plettrate, rendendo la distinzione tra le due mani quasi invisibile all'orecchio.

La rivoluzione di Eddie in questa canzone (e non solo) ha insegnato al mondo che la tecnica estrema può essere anche estremamente divertente. Molti chitarristi "shredder" degli anni '80 sono caduti nel tranello della fredda esecuzione meccanica; Eddie, invece, manteneva sempre quello swing quasi jazzistico cui si accennava prima, diverso dallo shuffle dei Deep Purple e molto difficile da far funzionare nel rock.


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi