Tra i tanti capitoli che hanno segnato la lunga carriera di Peppino di Capri, scomparso oggi, ce n'è uno che racconta meglio di altri il suo peso nella musica italiana degli anni Sessanta. Nel giugno del 1965 fu infatti scelto per aprire tutti i concerti italiani dei Beatles, accompagnando i Fab Four nelle quattro date del loro unico tour nel nostro Paese.
Dal Velodromo Vigorelli di Milano al Palazzo dello Sport di Genova, fino alle due esibizioni al Teatro Adriano di Roma, l'artista caprese salì sul palco prima di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, in un momento in cui la Beatlemania stava travolgendo il mondo. Negli anni, Peppino di Capri aveva ricordato con orgoglio quell'esperienza, condividendo anche sul proprio profilo Facebook il manifesto delle date romane del tour, oggi diventato una testimonianza preziosa di una pagina irripetibile della storia della musica.
La scelta di affidargli l'apertura dei concerti non fu casuale. A metà degli anni Sessanta Peppino di Capri era già uno degli artisti italiani più popolari, grazie a successi come "Roberta", "St. Tropez Twist" e "Non ti credo", capace di coniugare rock'n'roll, twist e melodia italiana in un linguaggio moderno per l'epoca. Quel tour con i Beatles rappresentò così non solo un episodio curioso della sua carriera, ma anche la conferma del prestigio internazionale raggiunto dall'artista, destinato negli anni successivi a diventare una delle figure più longeve e amate della musica italiana.
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