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Qualche buon motivo per adorare i My New Band Believe

22.05.2026 Scritto da Lucia Mora

Nel panorama musicale della prolifica e geniale "Windmill scene" di South London, l'agosto del 2024 ha segnato uno spartiacque decisivo: l'annuncio della pausa a tempo indeterminato dei Black Midi. Se il vulcanico frontman Geordie Greep ha incanalato la schizofrenia teatrale della band nel suo esordio solista The New Sound, il bassista e chitarrista Cameron Picton ha scelto una strada diametralmente opposta, dando vita ai My New Band Believe.

Chi sono i My New Band Believe

Più che una band, i My New Band Believe sono un vasto e ambizioso collettivo musicale curato e diretto da Cameron Picton, appunto. A seguito dell'interruzione delle attività dei Black Midi, Picton ha iniziato a esibirsi dal vivo in veste solista e ha pubblicato alcuni mixtape autoprodotti sotto lo pseudonimo "Camera Picture" (come 44m50s e 36m33s). Questa strategia gli ha permesso di finanziare le future sessioni di registrazione e di testare nuove idee musicali senza l'immediata pressione del grande pubblico.

Secondo voci vicine alla band, l'eccentrico nome del progetto è stato ideato da Picton durante l'ultimo tour asiatico dei Black Midi, in seguito a una severa intossicazione alimentare, e trae ispirazione dalle opere degli autori letterari Gary Indiana e Dennis Cooper. Sebbene Picton sia la mente, il cantante principale e il chitarrista (un ritorno alle sue origini sullo strumento), il disco coinvolge un cast rotante di quasi 40 musicisti. La formazione accoglie figure chiave dell'indie e dell'avant-garde britannica, tra cui membri dei caroline, Charlie Wayne (Black Country, New Road), Josh Finerty (shame), e strumentisti della scena improvvisata londinese come Kiran Leonard, Caius Williams, Seth Evans e Steve Noble.

Lo stile

Il suono dei My New Band Believe si distacca in modo netto e volontario dall'aggressività math rock, noise e punk che aveva reso celebri i Black Midi, orientandosi verso lidi significativamente più introspettivi. Il tessuto musicale si muove in modo fluido tra art rock, chamber pop, avant-folk e progressive rock. È un ecosistema sonoro prevalentemente acustico e bucolico, arricchito da intricate parti orchestrali. Non mancano tuttavia digressioni più esotiche e calde: singoli come Numerology (brano estraneo alla tracklist principale) hanno messo in mostra chiare influenze jazz, sophisti-pop, disco e addirittura tropicália.

La registrazione del loro album di debutto ha seguito un approccio tecnico singolare e rischioso: i musicisti non hanno lavorato basandosi su demo pre-registrati. Al contrario, passavano lunghe ore a discutere e concettualizzare verbalmente l'essenza e la direzione del brano prima ancora di imbracciare gli strumenti (un approccio derivato dalla collaborazione con i membri della sopracitata band caroline). I brani sono stati registrati "live" molteplici volte nel corso di 29 giorni, dislocati in 11 diversi studi di Londra con l'ausilio di nove ingegneri del suono. In fase di post-produzione, Picton e i co-produttori (Mike O'Malley e Jasper Llewellyn) hanno pazientemente cucito insieme i frammenti migliori delle varie sessioni per creare i master definitivi, in un certosino lavoro di destrutturazione e ricostruzione.

Il culmine di questo imponente sforzo logistico e creativo si è concretizzato con l'uscita dell'omonimo disco di debutto. Questa la tracklist, per un totale di 36 min e 38 secondi di musica:

  1. Target Practice

  2. In the Blink of an Eye

  3. Heart of Darkness

  4. Love Story

  5. Pearls

  6. Opposite Teacher

  7. Actress

  8. One Night

Singoli di "riscaldamento" come Lecture 25 e successivi esperimenti come Numerology non figurano nella scaletta standard del disco, configurandosi come entità a sé stanti in ottica promozionale o per versioni deluxe.

Perché sono interessanti?

I My New Band Believe rappresentano una delle evoluzioni più affascinanti della scena contemporanea britannica per diverse ragioni. Ascoltare questo progetto permette di comprendere a posteriori l'alchimia dei Black Midi: se l'anima distorta, folle e teatrale apparteneva a Greep, il disco di Picton rivela che l'eleganza compositiva, la sensibilità per gli arrangiamenti più morbidi e la componente malinconica della band (come dimostrato in passato su brani tipo The Magician) erano frutto della sua penna.

Nonostante il sound più accessibile, l'album rigetta i canoni tradizionali. I brani cambiano costantemente ritmo e dinamica (come la suite Heart of Darkness di oltre otto minuti), prediligendo uno sviluppo rapsodico. Possono ricordare le composizioni dilatate degli ultimi Black Country, New Road o i fraseggi dei King Crimson, ma spogliati di qualsiasi ambizione pop radiofonica in favore di un purismo strumentale. Testualmente e vocalmente, Cameron Picton si allontana dalle sue vecchie sovrastrutture. La sua voce guida l'ascoltatore non più in deliri nevrotici, ma all'interno di una narrazione acustica intima e vulnerabile, affrontando temi di tensione emotiva, fallimenti e riflessioni umane con una delicatezza finora inedita.


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