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"'Polignano a Mare città della musica': progetto a lungo temine"

08.09.2026 Scritto da Franco Zanetti

Si è conclusa iaeri sera l'edizione 2026 di "Polignano a Mare Città della Musica". Nella nostra intervista Stefano Senardi, direttore artistico della manifestazione, ne ripercorre la storia e racconta i progetti di crescita, nel segno di Domenico Modugno e non solo.

La prima edizione della manifestazione polignanese dedicata a Modugno è del 2011: si era intitolata "Meraviglioso Modugno". Come è cambiato il progetto negli ultimi anni, rispetto agli inizi?

Rispetto al progetto originario “Meraviglioso Modugno”, costruito su un unico appuntamento dedicato a celebrare l’artista di Polignano a Mare, la manifestazione “Polignano a mare città della musica”, grazie ad una strategia e una visione condivisa tra amministrazione comunale, Regione Puglia e Puglia Culture, va nella direzione di un progetto più articolato e diffuso. Un progetto che si sviluppa in più giornate e che, partendo dal legame e dall’eredità artistica di Domenico Modugno e la sua dimensione sociale e più impegnata, vuole aprirsi e raccontare anche la storia e le nuove direzioni della canzone d’autore, di cui consideriamo Modugno il precursore. Per cui, oltre ad approfondire alcuni aspetti meno noti della carriera, della produzione e dell’attività di Domenico Modugno, “Polignano a mare città della musica” vuole portare in città l’eco della grande canzone d’autore, come dimostra il parterre di invitati delle prime tre edizioni, che hanno visto esibirsi qui Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Daniele Silvestri, Marco Castello, Paola Turci, Frankie Hi-nrg mc oltre ad importanti artisti nati in Puglia come Renzo Rubino, Carolina Bubbico, Erica Mou.  

 
Il titolo attuale "Città della musica" è piuttosto ambizioso. Come lo si intende giustificare e meritare?

Per quanto riguarda la sua giustificazione, diciamo che quello di rendere Polignano a Mare una “città della musica” è un desiderio e al tempo stesso è un progetto a medio termine. Polignano è già una città amica della musica e non solo grazie a questa iniziativa. C’è una programmazione fitta di eventi lungo tutto l’anno, che valorizza la musica in molte delle sue forme: dalla rassegna stabile “Ad Libitum La grande musica a Polignano” agli eventi delle bande cittadine e all’evento sul tango di Piazzolla, dall’ “International Jazz Festival” al “Premio Pierluigi Gallluzzi”, dedicato ad un grande musicista e discografico della cittadina pugliese, figlio d’arte del maestro Gino Galluzzi, fino alla valorizzazione dei giovani musicisti dell’istituto scolastico a orientamento musicale Sarnelli De Donato e della Scuola San Giovanni Bosco, le attività sono moltissime. A questo puoi aggiungere la diffusione in città, che è piena di palchi naturali, spesso vista mare, o nei vicoli del centro, che uniti al cinema teatro Vignola rendono Polignano davvero un villaggio musicale. Per quanto riguarda il merito… speriamo di meritarcelo :-)

 
Nel 1993 Modugno tornò a esibirsi a Polignano a Mare, in quello che fu considerato un concerto di riconciliazione con la cittadina in cui era nato. Adesso qual è il rapporto dei polignanesi, cittadini e istituzioni, con la memoria di Modugno? A parte la statua, cosa lo ricorda? C'è una targa sulla casa dove è nato, c'è un progetto di museo?

 In realtà la leggenda secondo cui per molto tempo ci fu una sorta di ostilità tra Polignano a Mare e Domenico Modugno, quando si disse che lui cercava di farsi passare per siciliano, è abbastanza una leggenda, perché per tutto il tempo della sua vita, come bene racconta un libro di Domenico Matarrese di recente pubblicazione, “L’uomo che sapeva volare”, Modugno non interruppe mai i rapporti con Polignano a Mare, dove era nato e aveva trascorso i primi anni della sua vita, e tanto meno con San Pietro Vernotico, il Comune del salentino in cui trascorse l’adolescenza. In entrambi i paesi aveva parenti, cari amici, legami importanti, oltre all’affetto e alla nostalgia dei luoghi. La sua popolarità lo costringeva magari a fare visita agli amici spesso la sera tardi per non dire a notte fonda, oppure ad arrivare in macchina da Roma per infilarsi direttamente in una casa o in un locale dove i suoi cari erano ad aspettarlo. E lì, spesso e volentieri, Modugno cantava privatamente per loro. Il concerto del 1993 fu un ulteriore modo per “tornare a casa” una volta tanto senza doversi nascondere, anzi, regalandosi al suo paese natìo completamente. 

Ho l’impressione che rispetto a un rapporto di apparente distacco con la sua memoria i polignanesi stiano ritrovando un modo per starsi vicini e stare vicini a Modugno in questo lavoro di valorizzazione che lo riguarda, almeno a giudicare dal seguito avuto dagli eventi serali a lui dedicati in questa ultima edizione, come il concerto spettacolo “In viaggio”, con Davide Mancini, Syria e Peppe Voltarelli, e il tributo a Modugno e alla canzone d’autore intitolato “Meravigliose” e costruito su una mia idea e sul lavoro e l’entusiasmo dell’assessora cultura e grandi eventi Bianca Bronzino, che ha coinvolto l’attrice Antonella Carone nella costruzione di un viaggio musicale e di vita e cinque bravissime artiste pugliesi come Erica Mou, Cinzia Tedesco, Carolina Bubbico, Gaia Gentile e Rachele Andrioli con le sue Coro a Coro. 

A parte la statua c’è una targa sulla casa in cui è nato, ed è allo studio, in un edificio apposito del centro, il progetto di un "Centro Studi" sulla canzone d'autore che naturalmente lo riguarderà molto da vicino e in cui stiamo iniziando a far confluire i materiali estratti dai convegni organizzati nelle varie edizioni.    

 Qual è il rapporto di Polignano, se c'è, con la vedova Franca Gandolfi e con i figli (di Modugno e Gandolfi) Marco, Marcello e Massimo? I tre figli sono attivi nel mondo dello spettacolo come cantanti, attori e registi; hanno mai partecipato in qualche modo alla manifestazione di Polignano? 

Il rapporto con la Famiglia Modugno cerca di essere il più rispettoso possibile della memoria di questo grande artista e della responsabilità che citare il suo nome comporta. Quest’anno quando abbiamo avuto l’idea di riportare in circolazione, in collaborazione con Sony Music Italy, il suo disco del 1971 “Con l’affetto della memoria”, dedicato per l’appunto ai suoi luoghi natii e alle grandi tematiche della vita contadina del sud, abbiamo per prima cosa chiesto il benestare alla famiglia, che ce lo ha concesso con piacere. Alla presentazione del disco era presente il nipote di Domenico Modugno, Cosimo detto Mimì, che oltre a una somiglianza importante con lo zio, è anche il presidente dell’Associazione culturale Domenico Modugno di San Pietro Vernotico.   

Tentiamo un bilancio dell'ultima edizione: cosa ha funzionato oltre le previsioni?

Credo che l’affluenza del pubblico abbia premiato le scelte, l’idea di realizzare qualcosa di diverso dal “solito”, dove per solito intendo dire quello che solitamente si conosce di Modugno, che poi è la punta dell’iceberg della sua produzione e della sua carriera. Raccontarlo in maniera articolata, coniugare le sue attività nella musica, nel cinema, nel sociale, finisce per renderlo interessante per molti e ci aiuta a presentarlo come un precursore per molti aspetti non solo musicale. Abbracciare la canzone d’autore dandole spazio, uno spazio dedicato all’ascolto, completa l’opera. 


Quali sono le intenzioni e i progetti per il prossimo anno e soprattutto per il 2028, anno in cui Modugno avrebbe compiuto 100 anni?

Sicuramente andare avanti con il progetto per come lo stiamo sviluppando, cercando di farlo crescere sempre e proprio nella direzione di quella “città della musica” in cui vorremmo che Polignano a Mare si definisse. L’anniversario di Modugno sarà sicuramente un momento importante per la città, la responsabilità di costruire qualcosa che sia all’altezza è importante e alla quale bisognerà pensare bene e presto. Ad aprile è stato firmato un protocollo d’intesa tra i comuni di Polignano a Mare, San Pietro Vernotico e Lampedusa e Linosa che, insieme a Sanremo, stanno lavorando per non disperdere la memoria e allo stesso tempo rinnovare il ricordo coinvolgendo le comunità in un progetto nel segno della canzone d’autore.

 

 


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