Nell'intero 2023 gli Who si esibirono dal vivo per quindici volte, tutte in Europa, tutte nel corso dell'estate, tutte con l'accompagnamento di un'orchestra: la Heart of England Philharmonic Orchestra. Lo spettacolo portato sul palco dalla band inglese era suddiviso in tre parti: l'apertura insieme all'orchestra, nel mezzo solo la band e, a chiudere, nuovamente accompagnata dagli orchestrali. Come promesso da Pete Townshend presentando quel tour: "Non vediamo l'ora di portare il nostro grande spettacolo orchestrale, che finora ha ricevuto ottime recensioni, e di suonare anche alcune vecchie canzoni rock 'n' roll in stile Who dal nostro repertorio." E' doveroso sottolineare come quel tour venne anticipato, nell'aprile 2023, dalla pubblicazione dell'album "The Who With Orchestra Live at Wembley" che testimoniava l'esibizione del gruppo al prestigioso stadio londinese del 2019. Lo schema della suddivisione in tre parti dello spettacolo – orchestra-band-orchestra – era già presente, ma lo spazio che si era ritagliata la band si limitava a quattro canzoni, mentre nel tour 2023 sono nove i brani che il gruppo propone senza il supporto dell'orchestra.
Concerto nella biosfera
Uno degli spettacoli dell'estate di tre anni fa ora si è trasformato in "Live at Eden Project". Sempre proseguendo con il confronto tra i due album dal vivo con orchestra degli Who, rimangono naturalmente in scaletta i classici della band inglese ma, mentre nel disco relativo al concerto di Wembley a fare da linea guida erano i brani dell'opera rock del 1973 "Quadrophenia", nell'Eden Project è un'altra opera rock, "Tommy", del 1969, ad avere predominanza in setlist. Oltre alla presenza di monumenti della loro epopea quali "I Can’t Explain", "My Generation" e "Anyway, Anyhow, Anywhere" assenti a Wembley. E ancora: come Wembley è da considerarsi lo stadio inglese per eccellenza, quello in cui la nazionale di calcio gioca le sue partite, anche l'Eden Project è un luogo non banale, seppur per tutt'altri motivi. Situato in una ex cava nella campagna della Cornovaglia l'Eden Project ospita due delle più grandi biosfere del mondo. Nel sito naturalistico è però presente anche un teatro adibito a spettacoli e concerti, di grande impatto emotivo. Gli Who hanno riassunto dicendo essere una "convergenza irripetibile tra musica, ambiente e visione artistica".
Una serata favolosa
A commentare un concerto di Roger Daltrey e Pete Townshend si può scivolare molto facilmente nel fare esercizio di beatificazione, del resto nessuno può negare l'importanza del gruppo londinese nella lunga storia del rock. Nel "Live at Eden Project" gli Who si sono esibiti di fronte a circa 6.000 persone, un pubblico caldo e relativamente poco numeroso, a causa della limitata capienza del teatro, forti di un repertorio leggendario e, massì, forse anche ispirati dalla magia del luogo hanno regalato una performance davvero di grande livello. Non tutte le serate sono uguali, non tutti i concerti riescono sempre al meglio, alcune volte però ogni dettaglio è perfettamente al suo posto, in quei casi le esibizioni che ne nascono possiedono l'incanto. Roger Daltrey di quel concerto con l'orchestra ha asserito: "Credo che tutte queste cose siano interessanti perché si può sentire l'evoluzione del suono, e le orchestre sono proprio come le band: certe sere sono favolose, altre meno. Ma quella fu una serata favolosa." L'ascolto dell'album conferma le parole del cantante degli Who.
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