Olivia Rodrigo ha pubblicato ufficialmente “Serena Joy”, brano rimasto fuori dal suo terzo album “You Seem Pretty Sad for a Girl So in Love” (qui la nostra recensione) e ora arrivato sulle piattaforme di streaming dopo una prima uscita in edizione limitata. La canzone era stata distribuita lo scorso 21 agosto in appena 500 copie su CD all’Analog Record Shop di Tustin, in California, prima della pubblicazione digitale avvenuta il 24 agosto. Una parte dei ricavi netti sarà destinata al Daisy Chain Fields Fund, iniziativa legata al festival fondato dalla cantante per sostenere organizzazioni impegnate nella tutela e nella promozione dei diritti di donne e ragazze.
La canzone “Serena Joy” era comparsa già a giugno in una tracklist provvisoria del nuovo disco, mostrata in una fotografia pubblicata dal co-produttore Jim-E Stack. Il brano avrebbe dovuto essere la dodicesima traccia dell’album, ma Rodrigo aveva poi spiegato di aver deciso di lasciarlo fuori perché non riusciva a inserirlo nella struttura narrativa del progetto. “Amo questa canzone”, aveva raccontato la cantante in un’intervista a “Etalk”, spiegando che il disco segue in maniera precisa l’inizio, lo sviluppo e la fine di una relazione e che “Serena Joy” non trovava quindi uno spazio naturale nella storia. Già allora, però, la musicista aveva lasciato aperta la possibilità di recuperarla in un secondo momento.
Il titolo della canzone 7di nuova pubblicazione rimanda direttamente a Serena Joy, uno dei personaggi centrali de “Il racconto dell’ancella”, il romanzo distopico pubblicato da Margaret Atwood nel 1985 e successivamente riadattato - tra le altre cose - per la serie "The Handmaid's Tale" con Elisabeth Moss nel ruolo della protagonista. Nella società totalitaria di Gilead, Serena appartiene alla classe dominante ed è la moglie di un comandante, ma il sistema patriarcale che ha contribuito a sostenere finisce per limitare anche la sua libertà. È proprio questa contraddizione a diventare il punto di partenza della canzone, che allarga lo sguardo dalla dimensione sentimentale dell’album a un discorso sulla complicità, sull’obbedienza e sul rischio di accettare restrizioni rivolte inizialmente contro qualcun altro.
Rodrigo introduce subito questa idea cantando: “Yeah, it’s all for the cause / For the good of us all / And if you close your eyes / Then it can’t be your fault”, mettendo in scena il meccanismo con cui ci si convince che ignorare ciò che accade possa bastare a non esserne responsabili. Nel ritornello il messaggio diventa ancora più esplicito, quando ripete: “If they do it to them / They’ll do it to you / If they do it to them / They’re gonna do it to you”. Diventa un avvertimento che lega il personaggio di Atwood al presente e suggerisce come la rinuncia ai diritti degli altri possa prima o poi avere conseguenze anche su chi crede di esserne escluso.
Il testo continua a muoversi tra immagini rassicuranti e un significato decisamente più cupo. “Have a Coke and a smile / In the hot summer bliss”, canta Rodrigo, prima di aggiungere “Now go bother your neighbors / While we do what we wish”, trasformando il linguaggio della spensieratezza e della normalità in una forma di distrazione. Anche il finale insiste sulla stessa contraddizione, con la ripetizione di “Everything is just fine”. Il tono apparentemente leggero diventa così parte della critica, come se l’invito a non vedere e a non pensare fosse proprio ciò che permette a un sistema ingiusto di continuare a funzionare.
La pubblicazione del brano arriva inoltre a pochi giorni dalla prima edizione del Daisy Chain Fields, festival in programma il 29 agosto a Irvine con una lineup che comprende, tra le altre, Bikini Kill, Stevie Nicks, Chappell Roan e Santigold. I ricavi netti dell’evento saranno destinati ad associazioni tra cui Planned Parenthood e il Center for Reproductive Rights, rafforzando il legame tra il significato di “Serena Joy” e l’impegno che Rodrigo ha scelto di affiancare alla sua attività musicale.
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