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Oasis a Venezia, è mistero: quello che sappiamo (anche sul film)

04.09.2026 Scritto da Mattia Marzi

Continua ad essere avvolto da un velo di mistero lo sbarco a Venezia degli Oasis, a ormai meno di ventiquattro ore dalla presentazione alla Mostra del Cinema di “Oasis: Don’t look back in anger”, il film ideato da Steven Knight ma diretto da Will Lovelace e Dylan Southern sull’epocale tour della reunion della band più iconica del britpop, che arriverà nelle sale il 10 settembre e che forse già dal 14 sarà disponibile su Disney+. Gli organizzatori hanno convocato una conferenza stampa alle 14.50 della giornata di domani (piccola curiosità: si svolgerà subito dopo quella di Nanni Moretti legata alla presemntazione del suo nuovo film “Succederà questa notte”, prevista alle 14.10). Ma la presenza di Noel e Liam Gallagher alla conferenza stampa non è stata confermata. Di sicuro ci saranno gli stessi Steven Knight, Will Lovelace e Dylan Southern. Non è dato sapere, al momento, se i fratelli Gallagher si presenteranno davanti ai giornalisti o se invece arriveranno al Lido giusto per la sfilata sul red carpet fuori dal Palazzo del Cinema che precede la proiezione serale di domani, prevista per le 21.30, alla quale - secondo quanto apprende Rockol - i due saranno sicuramente presenti. Nelle ultime ore il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera ha fatto sapere ai cronisti: «Gli Oasis vengono, naturalmente. Quindi i due fratelli Gallagher ci saranno. C'è una grande attesa, ovviamente tutti i fan degli Oasis sono mobilitati. Il film, lasciatemelo dire, è bellissimo. Non sapevamo neanche che esistesse questo documentario, è arrivato improvvisamente a giugno e quando l'abbiamo visto siamo rimasti davvero folgorati perché è uno dei migliori film musicali di tutti i tempi. Vedrete». Parole che però hanno alimentato il mistero. Perché sì, Noel e Liam a Venezia ci saranno (su dove alloggeranno ci sono due teorie: alcuni sostengono che dormiranno all'Hotel Excelsior Venice, il quartier generale storico della Mostra, a pochi passi dal red carpet e dal Palazzo del Cinema; altri dicono che invece alloggeranno al Belmond Hotel Cipriani, situato sull'isola della Giudecca, il rifugio più esclusivo e amato dalle super star internazionali, come George Clooney), ma in che ruolo e con quali modalità si concederanno a giornalisti e fan non è stato reso noto.

Nessuna intervista

Del resto, dopo la reunion annunciata nell’agosto del 2024 e diventata realtà la scorsa estate Noel e Liam hanno praticamente evitato le interviste insieme. Liam a suo tempo aveva detto esplicitamente che non avrebbero fatto interviste congiunte per non sottoporre il loro rapporto appena ricucito a domande troppo personali o invasive. La novità importante arriva proprio con “Oasis: Don’t look back in anger”, che contiene la loro prima intervista congiunta in oltre vent’anni: «È stato incredibile da vedere. È stato davvero interessante ascoltare la musica prendere forma, dopo non averli sentiti suonare insieme come gruppo per quindici o sedici anni, ma anche vederli ritrovarsi. È stato un privilegio assistere a tutto ciò», hanno raccontato i due registi in un’intervista a Variety prima del passaggio a Venezia. Sbaglia chi si aspetta lacrime di commozione e abbracci: «Parliamo dei Gallagher, non di “Dawson’s Creek. Non si mettono certo a parlare delle loro emozioni». 

Le prove e i concerti

Noel e Liam si erano ritrovati insieme nella stessa stanza per la prima volta da quella furibonda lite dell’agosto del 2009 nel backstage del Rock en Seine di Parigi che mise la parola fine alla storia degli Oasis quando poco prima dell’annuncio della reunion avevano dovuto posare per la foto promozionale, a Londra. Lovelace e Southern hanno catturato con le loro telecamere la preparazione del tour e i momenti più iconici dei vari concerti. Il documentario dura 122 minuti, poco più di due ore: «È stato tutto molto professionale. Non c'è stato alcun tipo di scherzo. Appena è arrivato Liam, è stato tipo: “Bene, facciamolo”. E hanno subito provato tutto il set. Ma è affascinante osservare quel processo e poi le sottigliezze delle loro interazioni, perché non c'è stata una grande preparazione». Una volta terminate le prove e iniziato il tour, la meticolosa messa a punto dello spettacolo dopo una così lunga separazione da parte di Noel e Liam ha dato i suoi frutti: «Quando vedi tutto questo giorno dopo giorno, capisci perché quegli spettacoli erano così belli. Ci mettevano impegno».

«Non per soldi»

I concerti, soprattutto il primo concerto del ritorno a Cardiff, il 4 luglio 2025, hanno fatto la loro parte, contribuiendo a stemperare le presunte tensioni ancora esistenti tra i Gallagher (molti scherzavano dicendo che si sarebbero lasciati di nuovo molto prima della fine prevista del tour, poi l’abbraccio che si sono scambiati sul palco del Principality Stadium ha messo a tacere tutte le voci): «C’era una tensione palpabile. E, dal nostro punto di vista di osservatori, non si è dissipata fino al primo istante in cui l'energia carica di aspettative del pubblico si è scontrata con il nervosismo della band. È stato un vero momento di alchimia. È stato come se accadesse qualcosa di incredibilmente speciale quando queste persone, che aspettavano da 16 anni questo evento epocale, finalmente lo hanno ottenuto». I due fratelli, affermano i registi, «volevano davvero che questo accadesse»: «Quando hanno iniziato, hanno sentito il peso della responsabilità nei confronti dei fan ed è diventato subito evidente che questa sarebbe stata una storia a lieto fine. C’era tensione. Ma avevamo la sensazione che fossero estremamente concentrati e che non si trattasse solo di presentarsi, suonare ai concerti e intascare i soldi. Era come dire: “Questi devono essere i migliori Oasis che possiamo offrire ai fan” e si percepiva davvero che per loro significava molto». E cresce già l’attesa per i nuovi concerti del 2027, tra fan chiamati a decifrare enigmatici indizi e annunci che potrebbero arrivare proprio a Venezia.


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