Noyz Narcos, a vent’anni dall'esordio “Non dormire”, pubblica il suo nuovo disco “Funny games”. Un progetto rap, prodotto nuovamente da Sine, in cui la violenza, sonora e linguistica, diventa uno strumento per risvegliare dal torpore collettivo e uno specchio sociale. Non è più solo un elemento distintivo e creativo, da sempre centrale nella sua carriera e narrazione, ma anche propulsivo. Il riferimento diretto è a “Funny games”, il film del 1997 scritto e diretto da Michael Haneke. Nella pellicola, la violenza è sbattuta in faccia allo spettatore, ma allo stesso tempo viene sottratta allo sguardo: nei momenti più crudeli, la macchina da presa si allontana, non mostra l’azione. Questa scelta è già una dichiarazione: viviamo immersi nella violenza, ne siamo parte integrante, e spesso cerchiamo di illuderci di poterla rimuovere, di poter distogliere gli occhi. Ma il meccanismo che la genera ci riguarda sempre, che lo vogliamo o no.
Allo stesso modo, nel disco, Noyz (qui la nostra intervista) assume quasi la forma di un “mostro-narratore”, un anti-eroe: racconta tempi bui, manda “affanculo il governo” e la politica in “Ultimo banco”, osserva come “le svastiche siano tornate di moda” in “Bloodymary” con Jake La Furia e Conway The Machine, rapper americano del giro Griselda, descrive palazzine occupate che reclamano libertà in “Drugstore” con Gué, immortala esistenze intrappolate che sembrano potersi affermare solo attraverso il caos, “mostri quotidiani” come ne “Il mio amico” dove c’è una sorta di passaggio di consegne con il giovane rapper che più di tutti oggi lo ricorda, Kid Yugi.Il suo linguaggio è volutamente crudo: non per mera estetica, ma per scuotere. La violenza serve come scossa elettrica, come tentativo di strappare l’ascoltatore dall’indifferenza. Forse la chiave dell’intero disco risiede nella traccia conclusiva, quando rappa: “non senti più l’emozione, non aspetti più il finale” in “Stesso Dio”. In quel passaggio si rivela l’intenzione dell’album: Noyz Narcos non cerca ascoltatori, ma bersagli. Non vuole facile consenso, ma effetti per uscire dall’immobilismo di chi non prova, per l’appunto, più emozioni. La sua musica non intrattiene, colpisce. È un atto provocatorio che costringe a fare i conti con ciò da cui normalmente crediamo di poter fuggire. “Non ho storie a lieto fine nelle mie rime, solo frammenti di carneficine”, rappa nel pezzo manifesto del progetto “Funny games”. Tutto ciò è profondamente legato all’hip hop: lo sfogo dei pensieri bui con l’arte diventa terapeutico per chi sputa rime e per chi le ascolta.
Nonostante il mondo descritto sia tossico e allucinato, non è un buco nero: in “Lacrime e sorrisi” si parla dei bivi della vita citando la pellicola capolavoro “Training day”, in “Sniper” e in “Pazza idea” con i ritornelli aperti di Madame e Achille Lauro c’è l’amore, doloroso, ma vivido, in “Kush & Meth” risplende una scanzonata e senza tempo amicizia dal sapore blues, Gast infatti è un altro sopravvissuto del TruceKlan, in “Giornata storta” fuoriesce in modo ribelle la voglia di essere scultori del proprio destino, su un beat che riporta la mente indietro nel tempo. In “Finale diverso” con Shiva c’è un esorcismo delle ferite in un dialogo laico con Dio, in “Celebrità”, traccia da club con Papa V e Nerissima Serpe, ci si tuffa leggeri in un divertimento dissennato.
A supporto del concept del disco c’è una precisa idea di suono. Lontani dai grandi studi e dalle dinamiche dell’industria contemporanea, Noyz e il produttore Sine, isolati in uno spazio essenziale, hanno ricreato l’atmosfera dei primi anni. Da quell’ambiente è nato un disco dal sound potente, fresco, ma ancora fedele alle radici che hanno definito l’identità artistica della voce romana: “Sniper”, una delle tracce più belle, è un manifesto di questo approccio. “Funny games” è un disco rap a tutti gli effetti, ricco di barre esaltanti, di riferimenti e citazioni: i ritornelli più serrati, da mani alzate e molleggiate ai live, come vuole la tradizione sono rappati dallo stesso Noyz, mentre quelli aperti e cantati sono affidati ad alcuni ospiti. Ancora più che “Funny games”, che rimane un bel disco, non perfetto, a essere rilevante è ancora la presenza dell’“ottavo re di Roma”, come è stato ribattezzato: un rapper con un’attitudine underground, ma perfettamente calato nel business di oggi, un rapper che non si è piegato alle onde delle mode ma che ha tenuto intatta una precisa fiamma in oltre vent’anni di percorso. La coerenza nell’arte è una chimera, tirarla in ballo è sempre pericoloso, ma Noyz Narcos rimane “n'esempio”.
TRACKLIST
01. Ultimo Banco
02. John Belushi
03. Back Again
04. Il mio amico (feat. Kid Yugi)
05. Sniper (feat. Madame)
06. Lacrime e Sorrisi
07. Drugstore (feat. Guè)
09. Giornata Storta
10. Funny Games
11. Finale Diverso (feat. Shiva)
12. Celebrità (feat. Papa V & Nerissima Serpe)
13. Pazza Idea (feat. Achille Lauro)
14. Bloodymary (feat. Jake La Furia & Conway The Machine)
15. Kush & Meth (feat. Gast)
16. Stesso Dio