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Nicolas Jaar e la musica elettronica che diventa sacra

23.09.2025 Scritto da Gianni Sibilla

La musica sperimentale come spazio di meditazione e, al tempo stesso, di riflessione sul sacro: da oltre dieci anni Inner Spaces è la rassegna milanese dedicata all’elettronica sonora in uno spazio di ascolto unico, il Centro San Fedele, dotato di un impianto acusmonium da cinquanta altoparlanti capace di avvolgere l’ascoltatore. Ogni tanto, la rassegna si trasferisce nella chiesa adiacente all’auditorium. È quello che è successo due volte con Nicolás Jaar, nella primavera 2024 e di nuovo in questi giorni, in entrambi i casi con produzioni originali. Lo scorso anno era stata la volta di “Hieremias Propheta” sacra rappresentazione in sette parti dal libro di Geremia, con le Leçons de ténèbres di François Couperin intrecciate a sequenze elettroniche, con contributi degli Ars Discantica cge si intrecciavano a quelli musicista cileno. Ieri, 21 settembre, e oggi Jaar è tornato con un progetto originale ispirato alle Beatitudini, il discorso della montagna nel Vangelo di Matteo.
Un’opera in quattro atti preceduti da un prologo degli Ars Discantica, la formazione di Padre Pileggi e Massimo Colombo. L’opera principale  di Jaar invece unisva strumenti classici, live electronics e voce, con un approccio minimalista: ogni versetto del Vangelo di Matteo è intonato dale soprano Beatrice Palumbo, seguito da una risposta strumentale con i vari strumenti che si intrecciano. Accanto a Jaar c'erano  Carlo Centemeri (pianoforte e clavicembalo), Massimo Colombo (chitarra elettrica), Firas Harb (tromba), Beatrice Palumbo (voce) e Milena Punzi (violoncello). 

Padre Pileggi e il progetto Inner Spaces

Figura chiave è Padre Antonio Pileggi, che ha ideato Inner Spaces, Negli anni ha costruito un cartellone capace di ospitare artisti come Tim Hecker, James Holden, Marta Salogni, Alessandro Cortini e Daniel Miller, il fondatore della Mute. Pileggi ha unito la propria formazione musicale a quella spirituale: gesuita, pianista e compositore, ha introdotto la serata augurando un “Buon ascolto e buona meditazione”, sottolineando l’approccio alla musica che contraddistingue la rassegna. 
La sua idea è quella di offrire alla musica elettronica un luogo di ascolto meditativo, restituendole profondità e togliendola dal rumore dei club e dei festival: lo abbiamo intervistato l’anno scorso, assieme a Gaetano Scippa, co-curatore della rassegna.

Nicolás Jaar, dall’elettronica alle jam al sacro

Non è un caso che questa rassegna sia in grado di attirare attenzioni all’estero e portare a Milano alcuni dei nomi più importanti dell’elettronica contemporanea: Nicolás Jaar è uno di questi. L’album d’esordio “Space Is Only Noise” (2011) lo ha reso uno dei nomi più forti dell’elettronica degli ultimi 15 anni, e ha continuato a muoversi tra beat, ambient e progetti condivisi: dal jam-rock digitale dei Darkside, con Dave Harrington, a collaborazioni come quella con Ali Sethi che debutterà il 31 ottobre prossimo al C2C di Torino. Un personaggio a suo modo leggendario, che vive in un mondo suo e su cui c'è un alone di mistero e di complessità. Qualche anno fa si trasferì in Italia, a Torino, per poi andarsene e regalare tutti i suoi vinili.

La musica elettronica come rito sacro e secolare

La presenza di Jaar a Inner Spaces esula dai canoni classici sia della musica sacra che della musica elettronica, è una riflessione su come la musica elettronica possa farsi rito secolare e linguaggio spirituale. Dopo l’incontro con le parole di Geremia, ora con le Beatitudini l’artista cileno mette in scena un nuovo “affresco sacro”, in cui la tecnologia diventa strumento per interrogare il sacro. Il concerto verrà presto messo sul canale YouTube di San Fedele Musica: qua intanto c’è la registrazione del “Hieremias Propheta” di Jaar del marzo 2024

(Articolo originale su Rockol.it)

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