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Neil Diamond è davvero uno spirito libero

14.05.2026 Scritto da Paolo Panzeri

Nel 1993 il produttore Rick Rubin contattò Johnny Cash, leggenda del country ormai caduta nel dimenticatoio, proponendogli di lavorare insieme. Ciò che ne uscì fu, un anno più tardi, "American recordings", un album che ripropose con forza Cash all'attenzione della scena musicale e diede il via alla serie 'American' chiusasi nel 2010 con "American VI: Ain't No Grave" quando Cash era scomparso da ormai sette anni. Nel 2005 Rubin adottò il medesimo schema con Neil Diamond, un cantautore pop di grandissimo successo (38 singoli nella Top 40 della classifica statunitense) in declino. La collaborazione fruttò due album che riscossero il favore di critica e pubblico: "12 songs" nel 2005 e "Home before dark" nel 2008 (che addirittura gli valse per la prima volta la vetta della classifica statunitense degli album). Ora viene pubblicato "Wild at heart", probabilmente quello che sarà l'ultimo album frutto della collaborazione con Rick Rubin, una raccolta di dieci canzoni registrate durante le sedute di "Home before dark": nove brani che non trovarono posto nel disco più una versione alternativa di "Forgotten", canzone che era inclusa in quell'album.

La 'cura' Rick Rubin

Come nei precedenti due dischi anche le canzoni presenti in "Wild at heart" hanno subito/beneficiato del lavoro a sottrarre di cui è maestro Rubin. Gli arrangiamenti sono ridotti allo stretto necessario per porre l'accento sulla qualità dei brani ed esaltare il talento interpretativo di Diamond. Il musicista newyorkese è un virtuoso della canzone d'amore, i suoi testi trovano nella produzione di Rick Rubin l'alveo ideale per avere la giusta profondità e tensione. Nell'immagine di copertina Neil è ritratto a strimpellare una chitarra acustica, è un'immagine perfetta per rappresentare il contenuto dell'album. I musicisti presenti nel disco sono gli stessi che hanno lavorato in "Home before dark", ovvero il tastierista Benmont Tench e il chitarrista Mike Campbell degli Heartbreakers di Tom Petty, il chitarrista Smokey Hormel e l'altro chitarrista Matt Sweeney.

Un atto d'amore

Neil Diamond ora ha 85 anni, nel 2018 gli venne diagnosticato il morbo di Parkinson e da allora non si esibisce più in concerto salvo qualche eccezionale occasione in cui propone la sola "Sweet Caroline", una delle sue canzoni più note. "Wild at heart", anche se è a tutti gli effetti un album di una ventina di anni fa, potrebbe essere l'ultimo disco di uno dei maggiori cantautori della canzone americana degli ultimi sessanta anni. Se questo album dovesse chiudere la magnifica carriera di Diamond, sarà stato veramente un buon modo per congedarsi. Proprio un atto d'amore: "La mia collaborazione con Rick è stata un atto d'amore, e sono davvero felice che queste canzoni vengano finalmente pubblicate, a completamento della nostra trilogia."


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