“Lo abbiamo provato, quindi facciamo un esperimento. Per il momento lo chiameremo ‘Sopravvissuti’, ma questo inedito potrebbe anche cambiare titolo. Ho voglia di presentarvelo”. Così Motta, davanti a un pubblico gremitissimo al MiAmi Festival all’Idroscalo di Milano, ha suonato e cantato un brano nuovo di zecca. Una sorpresa arrivata dopo la celebrazione de “La fine dei vent’anni”, il disco del 2016 che gli ha cambiato la vita. Dopo aver riproposto dal vivo le canzoni di quel progetto, il cantautore, per esorcizzare ogni forma di nostalgia, ha deciso di guardare avanti, presentando un pezzo inedito che arriva a tre anni di distanza dal suo ultimo lavoro, “La musica è finita”.
Il brano, ancora senza un titolo definitivo, richiama per attitudine e scrittura i CCCP: verboso, antagonista, attraversato da riferimenti agli intellettuali alla moda, al capitalismo e agli artisti ridotti a marionette. E se ne frega pure del “ritorno delle chitarre”, ghigna Motta dal palco. Un pezzo che lascia intuire la direzione di un possibile nuovo disco: forse meno introspettivo rispetto agli ultimi lavori, più concentrato su ciò che accade intorno a lui, sulla realtà che osserva, sulle macerie che ci circondano. Il live del MiAmi, nel complesso, è stato potentissimo: energico, vitale, serrato. Ancora una volta Motta ha dimostrato come la dimensione dal vivo resti la sua forza principale. Sul palco con lui Roberta Sammarelli al basso, ormai presenza stabile nella formazione dopo l’uscita dai Verdena, Giorgio Maria Condemi alla chitarra, Cesare Petulicchio alla batteria e Francesco Chimenti alle tastiere. Per cantare “La fine dei vent’anni” è arrivato come ospite speciale anche Appino perché quell’“amico mio” evocato nella canzone non restasse solo un pensiero.
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