Addio a Jennifer Finch. La bassista delle L7 è morta ieri all'età di 59 anni. Da settimane aveva raccontato di combattere contro una forma aggressiva di tumore al cervello. Ad annunciare la sua scomparsa sono state le compagne di band: «Con il cuore molto pesante annunciamo che oggi è venuta a mancare la nostra amata compagna di band, amica e complice di tante marachelle Jennifer Finch. Ha affrontato una lunga e coraggiosa battaglia contro il tumore al cervello ed è stata amata da moltissimi amici straordinari, colleghi musicisti e fan in tutto il mondo. Ti vogliamo bene, Jennifer».
Le L7 sono state una delle formazioni più importanti della scena alternative rock degli anni Novanta. Finch ne era una figura fondamentale: entrata nel gruppo nel 1986, non suonava solamente il basso ma era coinvolta nella scrittura dei brani. Con Donita Sparks, Suzi Gardner e Dee Plakas contribuì a costruire il suono delle L7, un mix di punk, grunge e hard rock caratterizzato da energia, ironia e rabbia sociale. In un periodo in cui il panorama musicale alternativo era ancora fortemente dominato dagli uomini, la band dimostrò che una formazione composta da donne poteva avere la stessa credibilità delle grandi band maschili. Le L7 divennero un punto di riferimento per molte musiciste successive e furono associate anche alla cultura riot grrrl, pur mantenendo un’identità più vicina al punk e all’hard rock.
Finch partecipò agli anni di maggior successo del gruppo, quelli degli album "Smell the Magic" (1990), "Bricks Are Heavy" (1992) e "Hungry for Stink" (1994). In particolare Bricks Are Heavy, prodotto da Butch Vig (già produttore di Nevermind dei Nirvana), portò le L7 a un pubblico internazionale grazie al singolo “Pretend We’re Dead”, diventato uno dei brani simbolo del rock alternativo degli anni Novanta.
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