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Mika: "Il mio fuck you al potere, a chi si diverte a umiliare"

23.01.2026 Scritto da Lucia Mora

“Mi sento come un hamster, un criceto sulla ruota, una trottola”. Incontro Michael Holbrook Penniman Jr, per gli amici Mika, nel pieno della frenetica promozione di “Hyperlove”, il settimo e nuovo album in studio. “Hyperlove” arriva a tre anni di distanza dall’ultimo disco di inediti in francese (“Que ta tête fleurisse toujours”) e il suo produttore, Nick Littlemore, ha voluto spendere cifre folli per registrare solo su apparecchiature analogiche e vintage.

Una decisione che nasce da una voglia (o bisogno) di riflessione, di evitare i ritmi hyper imposti dalla tecnologia e dalla società odierna, per riscoprirci come esseri umani. Come esseri umani io e Mika abbiamo molto in comune, a partire dall’amore viscerale per i nostri cani. Infatti, la prima cosa che faccio quando lo vedo è mostrargli una foto dei miei pelosi.

“Hyperlove” è un disco sull’amore nelle sue varie forme: quella degli animali è la più pura?

Sì. Io dico sempre che c'è uno scambio puro, c'è un deal, un accordo tra noi e loro: mi dai da mangiare, mi fai camminare, mi curi. L’accordo è chiaro e lo devi rispettare, se no non funziona. Però dentro quella struttura lì, dentro quell'accordo lì c'è spazio per un amore che va al contrario rispetto al sistema di valutazione dell'amore nella nostra società fra esseri umani. E questo mi fa molto ridere, perché da una parte è molto transactional, è una transazione, e dall'altra è molto spirituale. È tutte e due le cose, e quando coabitano, mettono ordine. Non c'è più confusione.

“Immortal love” è un omaggio a quell’amore ed è anche la traccia finale. Alla fine è quell’amore a salvarci.

Sì. Anche perché sai, quando parlo di love, non è amore in senso romantico o fantasmagorico: è piuttosto una questione di energia, di anima e di carica elettrica. Una volta, quando ho incrociato lo sguardo del mio cane, ho pensato che loro sono qui per poco tempo, e quella carica che ho sentito lì… Cavolo, è la stessa elettricità che c'è nello sguardo di un genitore o di un amante. Non c'è una differenza. Negli occhi del mio compagno c’è la stessa energia che in quelli del mio cane.

Qualche anno fa dicevi che il tuo sogno era avere ancora del potenziale. Questo disco è il tuo sogno realizzato?

Sì, questo disco è la mia decisione di prendermi totale libertà. Io sono molto cosciente di una cosa: vedendo la mia carriera e il mio percorso, quello che mi rende veramente felice e che definisce la mia identità artistica e umana è il fatto che noi siamo una bolla. Un'eccezione un po' unica dentro questo panorama dell'industria. Mi sento non dico l’underdog, ma l'alternativo dentro un mondo un po' più standardizzato – e di questo sono super orgoglioso. Difendiamo e proteggiamo questa cosa qua. Però volevo anche scrivere un album pensato per una o un giovane di 15 anni, che ascoltando questo album può provare una sensazione di speranza, di possibilità. Puoi essere anche pazzo nella vita, e lo dico seriamente; basta che lo fai al servizio di qualcosa di credibile e di sincero. La tua pazzia, la tua follia non è vergognosa, non è qualcosa da mettere a posto.

Non sopporti la prevaricazione dei più forti sui più deboli. Quello che sta accadendo nel mondo ha effetto su di te?

Assolutamente sì, perché stiamo vivendo un momento di umiliazione, come se tutto fosse uno sport gladiatorio. E si vede questo piacere nell'umiliare. Come rispondo io? Con un fuck you totale all'energia e al modo di essere che non mi piace. E penso di non essere da solo. Però non rispondiamo con le lacrime: combattiamo il fuoco con il fuoco. Lo si capisce anche guardando la copertina del disco, che è perfettamente consapevole dell’energia che sta comunicando: l'idea è che io sto utilizzando il linguaggio del clown per combattere i veri clown. Solo che noi sappiamo che quella del clown è solo una maschera, solo un linguaggio; loro invece... E non ho neanche bisogno di dire di chi sto parlando, lo hai già capito.

Al centro del disco c’è il pianoforte. Se il tuo pianoforte potesse parlare, che cosa direbbe su come è cambiato Mika da “Life in Cartoon Motion” a “Hyperlove”?

Probabilmente sarebbe l’unico a dire sinceramente che, purtroppo, non sono cambiato per niente.

Musicalmente un po’ sì.

Musicalmente sì, però chissenefrega. Lo spirito e l'intenzione non sono cambiati per niente, la motivazione neanche. Quando suoni un pianoforte torni a essere la stessa persona che eri quando hai cominciato. Per questo ho sempre voluto scrivere al pianoforte, soprattutto con questo album. Volevo proprio impormi questo limite di scrivere soltanto al pianoforte.

Per il tour del 2024 ti eri ispirato a David Bowie. Per il 2026?

I Balletti russi degli anni Venti e il Costruttivismo. Ho lanciato questo tour senza neanche un singolo, senza neanche annunciare che c'era un album. E ha funzionato perché non è stata una scelta standardizzata. I miei promoter hanno ricevuto delle chiamate infinite che dicevano che era un errore… infatti era la scelta giusta. Faremo due concerti un po' diversi: riesco a far entrare nella venue di Bologna tutta la produzione, cioè 11 camion – è molto ambiziosa. Sarà lo stesso show di Manchester e di Rotterdam. A Torino invece non può entrare, dunque facciamo uno show un po' più rave, un po' più stripped-back, più minimalista e un po' più “ballante”. Mi piace questa dualità che stiamo portando in Italia.

Una volta, prima di un momento importante nella tua vita, tua nonna ti dava lo zucchero. Oggi come ti prepari ai momenti importanti della vita?

Mi vesto. Anche sulla copertina sono vestito con questo look bizzarro: ho forzato l'abbronzatura sulla faccia, ho i capelli e un abito da venditore di assicurazione… È tutto fatto apposta. Mi vesto per affrontare il mondo intorno a me. I vestiti sono una maniera di dialogare e di giocare con il mondo intorno a te.

Parli un sacco di lingue. L’ultimo tuo disco era in francese. Come mai l’inglese era quella giusta per questo progetto?

Perché c'era uno stream of consciousness, un flusso di coscienza. Non volevo filtri e volevo assolutamente provocare questa associazione libera che l'inglese consente. Sai, per tornare a fare dei pezzi che sono pezzi ma sembrano come dei sogni, dovevo utilizzare la mia lingua dell'inconscio.

Sei un lettore appassionato. Se dovessi descrivere il tuo disco con un occhio letterario?

Hunter S. Thompson ha vomitato un album pop.


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