News

Mick Jagger: "Il mio lavoro sul palco non è fare politica"

13.07.2026 Scritto da Elena Palmieri

Il rapporto tra musica dal vivo e politica continua a dividere artisti e pubblico, soprattutto in un momento in cui molti musicisti, da Bruce Springsteen a Tom Morello, hanno scelto di portare sul palco le proprie posizioni in modo sempre più esplicito. Interpellato sul tema, e più in generale sul legame che lo unisce agli spettatori durante i concerti, Mick Jagger ha spiegato di vedere il proprio ruolo in modo diverso. Per il frontman dei Rolling Stones, salire su un palco non significa impartire lezioni o trasformare lo show in un discorso politico, ma offrire al pubblico un momento di evasione, energia e condivisione.

Impegnato nella promozione del nuovo album degli Stones, “Foreign Tongues” (qui la nostra recensione), pubblicato lo scorso 10 luglio, Jagger è stato recentemente ospite di uno dei podcast del “New York Times”, “The Interview” caricato su YouTube l’11 luglio, per parlare dell’ultimo lavoro di studio della band e di molti altri argomenti. Nel corso della chiacchierata di circa un'ora, il conduttore David Marchese ha invitato il frontman a parlare del suo “rapporto con il pubblico”. Contestualizzando la domanda citando il modo in cui, a un concerto di Bob Dylan la folla sembri quasi “incidentale” rispetto alla performance, mentre Springsteen “vede chiaramente il proprio lavoro come un coinvolgimento in uno scambio significativo con il pubblico”, Marchese ha chiesto a Mick Jagger cosa significa per lui il suo "rapporto con il pubblico”. Prendendo a esempio alcuni festival a cui gli Stones hanno partecipato, come il New Orleans Jazz & Heritage Festival, dove il gruppo ha suonato per la prima volta nel 2024, oltre a citare il British Summer Time Hyde Park di Londra e il più famoso Glastonbury, l'artista ha risposto:

L'artista ha così risposto:

Per questo, Jagger ha poi spiegato come questa considerazione lo porti a evitare la politica durante i concerti:

Detto questo, Jagger ha chiarito di non essere contrario a inserire un po’ di politica nella scrittura dei Rolling Stones e ha spiegato che quando aveva 30 anni non avrebbe scritto "nessuna” delle canzoni di “Foreign Tongues” aggiungendo:


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi