Gli U2 hanno una lunga storia di collaborazioni con DJ e produttori elettronici. Basta scorrere la loro discografia per trovare decine di remix, spesso pubblicati come lati B o versioni alternative dei singoli o in raccolte per il fan club: da Paul Oakenfold ai Massive Attack a David Morales, solo per citarne qualcuno. Negli anni ’90, soprattutto, elettronica e dance sono entrate direttamente nel suono della band, da “Achtung Baby” a “Pop”.
Con Martin Garrix, però, siamo a un altro livello. Il DJ e produttore olandese non si limita a remixare gli U2: da diversi anni scrive e lavora con loro, prima con Bono e The Edge e poi con la band al completo. L’ultimo capitolo è “Fireflies”, pubblicato venerdì 24 luglio, dopo essere stato presentato una settimana fa al Tomorrowland, con The Edge salito sul palco durante il set di Garrix. La canzone suona come una trasformazione degli U2 nei Coldplay più vicini all’EDM - una scelta curiosa perché arriva a poche settimane dall’uscita di “Street of Dreams”, che anticipa un nuovo album della band, e dopo due EP molto più rock. Non è chiaro dove finirà “Fireflies” - più probabilmente nel nuovo album di Garrix.
“È una canzone speciale su cui abbiamo iniziato a lavorare sei estati fa”, ha raccontato Garrix. Una frase che permette anche di datare l’inizio della lavorazione attorno al 2020, quando il rapporto tra il DJ e gli U2 stava diventando qualcosa di più di un incontro occasionale.Da “We Are the People” agli U2
Il primo risultato pubblico della collaborazione è “We Are the People”, l’inno ufficiale degli Europei di calcio del 2020, disputati nel 2021 a causa della pandemia. Il brano uscì a nome Martin Garrix featuring Bono and The Edge: il produttore olandese partì da una sua idea e coinvolse i due U2 perché sentiva nel demo qualcosa che gli ricordava la loro musica.
La storia dell’incontro è significativa: Garrix inviò il demo al management di Bono e The Edge: la sera stessa si ritrovò al telefono con Bono per poi andare da The Edge: l’inizio di una collaborazione che portò anche a “Your Song Saved My Life”, realizzato per la colonna sonora di “Sing 2”, prodotta da Jacknife Lee. Non proprio le migliori canzoni degli U2, si potrebbe obiettare - e a ragione. Anche se vanotato la band questo lato pop-dance lo ha spesso frequentato dagli anni '90 in poi.
La collaborazione negli anni successivi si è mossa anche nella direzione opposta. Bono compare infatti tra gli autori di diversi brani di Garrix. Ed è stato il DJ a suggerire alla band Bram van den Berg quando la band dovette trovare un batterista che sostituisse Larry Mullen Jr. per la residency “U2:UV” allo Sphere di Las Vegas nel 2023 e 2024. Bram van den Berg risulta nei crediti di “Fireflies” (che vede ben 5 batteristi, compreso Mullen). Garrix a sua volta compare nei credi di "Scars", canzone recentemente pubblicata dalla band in "Easter lily", nata da un demo con il DJ.
La svolta EDM degli U2? non proprio
“Fireflies”, insomma, non è l’improvvisa svolta EDM degli U2 e neppure la classica collaborazione tra una rock band e un DJ chiamato a modernizzarne il suono. È il risultato di un rapporto creativo che va avanti almeno dal 2019 e nel quale le parti sembrano essersi progressivamente invertite e confuse: Garrix ha portato l’elettronica commerciale dentro gli U2, Bono e The Edge hanno portato il loro modo di scrivere dentro la musica di Garrix, enfant prodige della musica elettronica: aveva appena 17 anni quando, ispirandosi a figure come Avicii, nel 2013 esplose a livello internazionale con “Animals”, brano diventato una delle hit simbolo della stagione d’oro del genere.
A questo punto la domanda riguarda soprattutto quello che verrà dopo. Sia Garrix sia gli U2 hanno un album previsto entro la fine dell’anno. Non è ancora noto se “Fireflies” finirà nell’uno, nell’altro o in entrambi. Anche se la speranza dei fan degli U2 è che la band continui verso il ritorno alle origini dei recenti EP “Days of Ash” ed “Easter Lily”.
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