Ci siamo. Dopo la reunion “fuori scena” dello scorso ottobre al concerto di Damiano David a Roma, quasi a voler scacciare via le voci sulla crisi e a ridimensionare le dichiarazioni alle quali il cantante si era lasciato andare pochi giorni prima («Un giorno qualcosa si è rotto e non mi sono sentito più felice: la mia vita era perfetta, sì, ma era l’idea di perfezione di qualcun altro», aveva detto, salvo poi specificare che quel qualcosa si era rotto «dentro di me»), dimostrando che il gruppo era più forte che mai, i Maneskin stanno pianificando la reunion ufficiale. La macchina organizzativa ha iniziato a muoversi: primi incontri, confronti interni, valutazioni sulle strategie da adottare. Un ritorno di questa portata non può essere improvvisato. Ogni dettaglio dovrà essere studiato: dall’annuncio alle tempistiche, dalla nuova musica agli appuntamenti dal vivo.
Cosa è successo in questi due anni?
Era il 23 agosto 2024 quando, al termine del tour mondiale legato a “Rush!”, la band salutò i fan con un messaggio sui social: «Non vediamo l'ora di tornare sul palco, dove sentiremo di nuovo l'energia e ci avvolgeremo l'un l'altro in essa». Da quel momento, però, è calato il silenzio. In questi mesi ciascuno dei quattro ha seguito la propria strada. Damiano ha pubblicato l’album “Funny little fears” e affrontato un tour mondiale; Victoria De Angelis ha esplorato il mondo della musica elettronica con il suo progetto da dj; Thomas Raggi ha lavorato al suo percorso solista con “Masquerade”; Ethan Torchio si è dedicato a nuove esperienze musicali, tra colonne sonore, collaborazioni e quant’altro. Sotto quel post migliaia di fan hanno continuato a chiedere il ritorno della band. Commenti e messaggi negli ultimi mesi sono diventati quasi un tormentone. Un segnale evidente di quanto il marchio Maneskin sia rimasto vivo nell’immaginario collettivo. E quel segnale, secondo quanto filtra dagli ambienti musicali, potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di concreto.
Una certezza: il Festival di Sanremo
Un ritorno sottotono sarebbe difficilmente compatibile con le dimensioni raggiunte dal progetto negli ultimi anni. Un impero costruito anche sul piano economico: basti pensare che nel 2023 la Maneskin Empire Srl, la società che gestisce le attività del gruppo, aveva raggiunto il primo posto nella classifica delle società musicali italiane per fatturato, con 18,663 milioni di euro. Per questo motivo, secondo alcune indiscrezioni, Damiano, Victoria, Thomas e Ethan starebbero valutando di ripartire proprio dal luogo simbolo della loro esplosione: il palco dell’Ariston. Nel 2021 dopo l’esperienza a “X Factor” la band si presentò in gara al Festival di Sanremo con “Zitti e buoni”. Partì senza il peso delle aspettative e a sorpresa conquistò la vittoria. Pochi mesi dopo arrivò un’impresa ancora più grande: la vittoria all’Eurovision Song Contest, che riportò l’Italia sul tetto d’Europa dopo 31 anni, aprendo la strada a una carriera internazionale fatta di classifiche, premi e concerti in tutto il mondo. L’ospitata al Festival di Sanremo 2027, in programma dal 16 al 20 febbraio, avrebbe un valore enorme per entrambe le parti. Per i Maneskin significherebbe tornare davanti a milioni di spettatori in uno dei momenti televisivi più importanti dell’anno, rilanciando il progetto dopo una lunga pausa. Per Sanremo, e per il nuovo conduttore e direttore artistico Stefano De Martino, l’arrivo di uno degli artisti italiani più riconoscibili a livello internazionale sarebbe oggettivamente un colpaccio.
Voci: potrebbero presentarsi in gara
Negli ultimi giorni si è fatta strada anche l’ipotesi di una possibile partecipazione al Festival non solo come ospiti, ma direttamente in gara. Uno scenario che, al momento, appare però complesso. Da una parte ci sono valutazioni legate all’opportunità di una scelta del genere: dopo aver vinto Sanremo, conquistato l’Eurovision e girato il mondo, tornare in gara potrebbe essere interpretato da alcuni come un passo indietro rispetto al percorso compiuto. Dall’altra ci sono inevitabili riflessioni sul coinvolgimento nell’organizzazione di Fabrizio Ferraguzzo, manager della band, scelto da Stefano De Martino come suo consulente. La sua presenza, in caso di partecipazione di Damiano e soci in gara, potrebbe alimentare discussioni. Per questo una presenza fuori gara, come ospiti, sembrerebbe al momento l’ipotesi più probabile: permetterebbe ai Maneskin di celebrare il ritorno senza sovrapporre il loro peso mediatico alla competizione. A proposito di De Martino: è stato lo stesso nuovo padrone di casa dell’Ariston a lasciar intendere che qualcosa potrebbe accadere proprio durante la settimana del Festival. «Non so se faranno la reunion però mi hanno detto che hanno una riunione da fare a Sanremo, e molto probabilmente potrebbe essere che accada proprio la settimana del Festival», ha detto alla presentazione dei palinsesti Rai pochi giorni fa.
I piani legati ai live
Un primo annuncio potrebbe arrivare dopo l’estate e dovrebbe riguardare soprattutto i piani live della band. Nulla è ancora ufficiale, ma anche il capitolo concerti potrebbe riservare sorprese. Il promoter dei Maneskin, Vivo Concerti, è lo stesso che ha organiozzato il concerto di Ultimo a Tor Vergata a Roma, dove lo scorso 4 luglio il cantautore romano è entrato nella storia esibendosi davanti a 250 mila persone. Per rendere possibile quel mega concerto sono stati realizzati importanti interventi logistici nell’area, in collaborazione con le istituzioni locali e l’Università di Roma Tor Vergata. È solo un’ipotesi, sia chiaro: quel luogo potrebbe diventare, chissà, lo scenario perfetto per un ritorno a casa della band romana. I Maneskin sono nati artisticamente sui marciapiedi della Capitale, hanno conquistato prima l’Italia e poi il mondo, hanno già suonato allo Stadio Olimpico e al Circo Massimo. Un grande evento nella loro città avrebbe un forte valore simbolico: la band che torna alle proprie origini. Come una Marlena finalmente ritrovata.
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