“The Fall-Off” è stato annunciato come l’“ultimo” album di J. Cole. Le virgolette, però, sono d’obbligo. Esiste una lunga tradizione di rapper che hanno parlato di ritiro imminente, Jay-Z nel 2003 su tutti, salvo poi tornare sui propri passi. Non è detto, quindi, che questo doppio album rappresenti davvero l’addio definitivo del rapper di Fayetteville. Ma di certo ha il sapore di una chiusura di cerchio. Innanzitutto perché J. Cole, un po’ come aveva fatto con “2014 Forest Hills Drive”, il suo disco-capolavoro, torna a casa, alle origini. E lo fa non solo nei contenuti, ma anche nel modo di proporre la musica.
“The Fall-Off” è un disco dichiaratamente contro la distrazione: dura oltre 100 minuti, è diviso in due atti distinti e chiede ascolto, tempo, attenzione. Non è pensato per essere consumato velocemente. Anche la promozione va in questa direzione. J. Cole sta attraversando gli Stati Uniti vendendo il disco direttamente dalla sua auto, incontrando le persone, portando la musica fisicamente tra i fan. Un gesto che richiama l’inizio della sua carriera, quando i dischi si vendevano davvero mano a mano. “The Fall-Off” non vuole essere solo contenuto: vuole essere esperienza. Il progetto è diviso in due parti ed è strutturato quasi come un romanzo. “Disc 29” racconta il ritorno di Cole a Fayetteville all’età di 29 anni, forte del successo conquistato nell’industria. “Disc 39” documenta un viaggio simile, ma da una prospettiva diversa: quella di un uomo sposato, padre di due figli. I brani si legano tra loro come capitoli, con rimandi narrativi e tematici.
La prima parte è anche la più riuscita: più focalizzata, più intensa, più ispirata, più varia. È lì che Cole ritrova la sua forma migliore, alternando introspezione, racconto urbano e riflessione morale. La seconda è più emotiva e da quel mood si discosta in pochi episodi. L’intero disco è attraversato da numerosi tributi: a DMX, a Nas, agli OutKast, a Notorious BIG e Tupac. In alcuni passaggi il suo lirismo si avvicina a quello di Kendrick Lamar, in altri si appoggia su basi più aggressive, quasi drakiane. Ed è impossibile non pensare a come Cole sia riuscito a sfilarsi, forse al momento giusto, dalla recente guerra simbolica tra Drake e Kendrick Lamar, alzando le mani e scegliendo di fare un passo indietro. Negli Stati Uniti “The Fall-Off” e, più in generale la figura di J. Cole in questo ultimo atto, sono stati accolti con rispetto. Cole è considerato uno dei rapper più importanti della sua generazione. Eppure, non tutto gli viene perdonato. Anche in questo disco, che resta un viaggio profondo e personale, emergono alcune barre problematiche, passaggi che sfiorano l’omofobia e che fanno parte di un bagaglio critico che si porta dietro da tempo.
Resta però una certezza: J. Cole è una delle penne più impressionanti del rap americano contemporaneo. Forse non è mai riuscito a raggiungere quello status unanimemente condiviso che lo collochi senza discussioni tra i più grandi di sempre. Gli appassionati di rap lo citano, lo difendono, lo inseriscono nei pantheon personali. Il pubblico di massa, invece, sembra fermarsi un passo prima. Se “The Fall-Off” fosse davvero un addio, sarebbe comunque un grande addio. Imperfetto, contraddittorio, lungo, a tratti dispersivo, ma onesto, pieno di musica e barre notevoli. Un disco che chiede attenzione in un’epoca che la rifugge. Tra i brani migliori spiccano “Two Six”, “Run a Train” e “The Let Out”, tutti concentrati nella prima parte del progetto. Dalla seconda emergono invece “Life Sentence”, uno dei momenti emotivamente più scoperti del disco, “Only you” e “And the Whole World Is the Ville”, il tutto chiudendo il cerchio tematico sul peso del successo, delle radici e dell’isolamento. Ed è forse lì che si trova il cuore del disco: non nella dichiarazione di fine, ma nella dimostrazione che J. Cole, a quarantun anni, ha ancora qualcosa da dire, e da risolvere.TRACKLIST
Disc 29
29 Intro
Two Six
Safety
Run a Train
Poor Thang
Legacy
Bunce Road Blues
Who TF Iz U
Drum n Bass
The Let Out
Bombs in the Ville / Hit the Gas
Lonely at the Top (bonus track)
Disc 39
39 Intro
The Fall-Off Is Inevitable
The Villest
Old Dog
Life Sentence
Only You
Man Up Above
I Love Her Again
What If
Quik Stop
And the Whole World Is the Ville
Ocean Way (bonus track)
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link