Negli ultimi tempi si è assistito a una riscoperta dei dischi live, e il progetto di Lucio Corsi si inserisce perfettamente in questa tendenza. “La chitarra nella roccia” cattura un concerto tenutosi la scorsa estate nell’Abbazia di San Galgano, capolavoro cistercense del quattordicesimo secolo a Chiusdino, in provincia di Siena, offrendo una prospettiva autentica sul lavoro dell’artista. Qui, più che nei dischi in studio, emerge la vera dimensione di Corsi: un cantautore che nasce sul palco, prima ancora che come glam star consacrata da Sanremo con “Volevo essere un duro”. L’album, pubblicato da Sugar Music, ripercorre la sua carriera attraverso 21 tracce che spaziano dai brani più amati fino alle canzoni dell’ultimo disco.
Tra queste, momenti come “Canzone senza musica”, “Gli alberi”, intermezzo parlato presente in tutti i suoi live, e “Maremma amara”, canto popolare maremmano inciso in esclusiva, testimoniano il legame dell’artista con le proprie radici toscane e la sua capacità di portare sul palco una narrazione musicale vivace e personale. Dal punto di vista sonoro, il live mette in evidenza dettagli che nelle versioni in studio rimangono nascosti: code musicali, assoli che si allungano e suoni che compongono la “pasta” delle canzoni, mentre l’animo glam rock di Corsi rimane intatto, anche in una cornice sacra come quella dell’Abbazia. L’interazione con il pubblico è palpabile, e il disco restituisce la sensazione di essere lì, tra luci tremolanti e voci che si spezzano con naturalezza. Nel caso di uno come Corsi, il disco live ha un senso perché è in quel tipo di veste che il suo sound e il suo essere strampalato cantastorie raggiungono l’apice.
Sul palco è accompagnato da una formazione di 15 musicisti, la sua band storica più 2 coriste, una sezione di fiati, un percussionista, il fotografo Francis Delacroix e Tommaso Ottomano, regista e co-autore del film concerto. L’intero evento è stato registrato in pellicola 16mm e ha dato vita all’omonimo film concerto, presentato alla 20° Festa del Cinema di Roma e disponibile su RaiPlay dal 22 novembre. La ripresa visiva rafforza l’esperienza del live, valorizzando le linee eleganti e imponenti dell’Abbazia, trasformandola in un set naturale che amplifica l’intimità dello spettacolo. Disponibile in diversi formati, questo progetto rappresenta non solo un disco live, ma anche un documento che restituisce con chiarezza e misura l’energia di Lucio Corsi dal vivo. Un album che racconta, senza esagerazioni ma anzi con alcune sane imperfezioni, la forza di un artista capace di espandere le proprie canzoni e portare il pubblico dentro il suo universo sonoro e narrativo.