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Lucinda Williams, cronache da un tempo guasto

29.01.2026 Scritto da Marco Di Milia

Con un avvio totalmente disarmante, “la situazione è grave, ma potrebbe andare peggio”, si apre “World’s Gone Wrong”, il lavoro più diretto e combattivo mai pubblicato da Lucinda Williams. Non c’è né retorica, né alcuna ricerca di conforto, in un periodo storico che offre poche consolazioni e che la cantautrice originaria della Louisiana sembra aver davvero compreso appieno. Guerre aperte, tensioni geopolitiche diffuse, interferenze economico-sociali che travalicano i confini nazionali e, sul fronte degli Stati Uniti, una realtà segnata da violenza, disuguaglianze e fratture sempre più profonde.

Un mondo fuori asse

Da queste riflessioni prendono forma i dieci brani del nuovo album, che tra rock, country e blues affrontano il tempo in cui viviamo con uno sguardo diretto e soprattutto privo di indulgenze. Nonostante molte di queste tracce siano state composte nella primavera del 2025, la scaletta - prodotta assieme al marito Tom Overby e allo storico collaboratore Ray Kennedy - suona perfettamente connessa al presente, sorretta da arrangiamenti e strutture che ne rafforzano l’urgenza espressiva e l’impatto dal vivo. Dopo i gravi problemi di salute affrontati nel 2020, a rendere ancora più denso l’intero lavoro, è proprio la voce della sua autrice, che, costretta ad affrontare una lunga riabilitazione e impossibilitata a imbracciare ancora la sua chitarra, ha conservato intatto il proprio timbro ruvido, facendo sì che i temi di resistenza e tenacia affrontati nel disco rimandino direttamente a esperienze di vita vissuta.

Fratture e intimità

Con una scena di quotidiana ordinarietà che però diventa lo specchio di un disagio ben più ampio, la title track dà l’avvio a una sequenza di canzoni che non lascia spazio a troppe consolazioni. Mettendo in scena le vicende di una coppia della classe lavoratrice, lui venditore di auto e lei infermiera, che si concede un momento di intimità per ballare insieme sulle note di Miles Davis lasciando per un po’ le cattive notizie fuori dalla porta, Lucinda Williams racconta di una fragile forma di difesa emotiva. La voce della cantante si intreccia con quella di Brittney Spencer, coinvolta anche nell’elettrica “Something’s gotta give”, in cui le immagini evocate dal testo non fanno che delineare una società sull’orlo del baratro.

“World’s Gone Wrong” alterna in questo modo momenti di confronto diretto e passaggi più raccolti. Se in “Black tears” o “Punchline” si sviluppano riflessioni amare su potere e inganno e con il southern blend di “How much did you get for your soul” si prende di mira il cinismo e l’avidità dilagante, nell’intima “Low life” i toni sembrano farsi più soffusi. Armonica e organo costruiscono così un’aria di rassicurante sospensione domestica, offrendo un rifugio temporaneo per non essere del tutto schiacciati dalla pressione del mondo esterno.

Tra i momenti più intensi spicca “So much trouble in the world”, rilettura di Bob Marley che Lucinda interpreta con l’ottantaseienne leggenda del gospel e soul Mavis Staples. Il duetto assume così il valore di un dialogo tra generazioni di un’America multiculturale, tracciando un filo diretto tra la memoria delle lotte per i diritti civili e la consapevolezza maturata nel presente. In ultimo, il finale è affidato a una chiusura più morale che narrativa. “Freedom speaks” richiama l’idea di una responsabilità attiva, mentre nella conclusiva “We come too far to turn around”, impreziosita dal pianoforte e dalle armonie vocali di Norah Jones, si arriva a conclusione in un valzer lento e solenne. Non è un trionfo ma una dichiarazione d’intenti ad andare avanti, nonostante tutto.

La situazione non è buona

“World’s Gone Wrong” è così un album che richiede, così come ha richiesto per la sua stesura, una certa disponibilità emotiva. Lucinda Williams non offre soluzioni, ma brani che mettono al centro il nostro tempo in tutta la sua cruda essenza, facendone insieme il proprio punto di forza e un sostegno per uno scenario alquanto instabile. Ricorda che anche quando il mondo sembra del tutto fuori asse, certe canzoni possono essere ancora un modo per restare in equilibrio.


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