All'edizione 2026, che si svolgerà a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio, mancano ben otto mesi, ma il clima intorno all'Eurovision Song Contest già si scalda. L'Irlanda, che insieme alla Svezia è il paese con il maggior numero di vittorie alla kermesse, 7 in tutto, ha annunciato che boicotterà l'evento qualora dovesse essere confermata la partecipazione di Israele.
L'emittente televisiva irlandese RTÉ ha rilasciato oggi, 11 settembre, una dichiarazione in cui afferma che durante l'Assemblea generale dell'Unione europea di radiodiffusione EBU tenutasi a luglio, "diversi membri dell'EBU hanno espresso preoccupazione in merito alla partecipazione di Israele all'Eurovision Song Contest". Ha aggiunto che "la posizione di RTÉ è che l'Irlanda non prenderà parte all'Eurovision Song Contest del 2026, se la partecipazione di Israele verrà confermata, e la decisione finale sulla partecipazione dell'Irlanda verrà presa una volta che sarà stata presa la decisione dell'EBU".
L'emittente ha poi fatto sapere: "RTÉ ritiene che la partecipazione dell'Irlanda sarebbe inaccettabile, data la continua e spaventosa perdita di vite umane a Gaza. RTÉ è inoltre profondamente preoccupata per l'uccisione mirata di giornalisti a Gaza, per il diniego di accesso al territorio ai giornalisti internazionali e per la difficile situazione degli ostaggi rimasti".
A chiedere l'esclusione di Israele dalla competizione era stato già a maggio il vincitore dell'Eurovision 2025, JJ: "È molto deludente vedere Israele ancora partecipare alla competizione. Vorrei che l'Eurovision si tenesse a Vienna l'anno prossimo, senza Israele. Ma la palla è nel campo dell'EBU. Noi artisti possiamo solo esprimerci sulla questione".