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L'indie-folk e la "la peggior canzone di tutti i tempi"

11.08.2025 Scritto da Gianni Sibilla

Negli ultimi anni, complice la popolarità di classifiche e liste sulla stampa e sui social, il titolo di “peggior canzone/album” o "miglior album/canzone"  viene periodicamente attribuito a diversi a brani e generi diversi, soprattutto limitandosi ad un periodo o ad un genere. La questione si complica quando si aggiunge "di tutti i tempi": le classifiche sono allo stesso tempo divertenti e impossibili, si basano su impatto e rilevanza storica di un brano o di un disco, ma anche soprattutto su una questione di gusti, soprattutto quando sono in negativo.
Negli ultimi giorni il genere indie folk è tornato al centro delle discussioni su X (ex Twitter) dopo che un utente ha pubblicato un breve video con un frammento di “Home” degli Edward Sharpe & the Magnetic Zeros, accompagnato dal commento “la peggior canzone mai scritta”. Migliaia di commenti di commenti e opinioni e la questione ripresa da testate prestigiose, commentatori e creator che si sono buttati sul trend. Infine un commento del cantante e frontman della band Alex Ebert.

“Home”, pubblicata nel 2009 e contenuta nell’album “Up From Below”, è il brano più rappresentativo della band: ha oltre un miliardo di stream su Spotify. Come ricostruisce correttamente Anthony Fantano – il più noto critico musicale sui social – è una delle ispirazioni del genere “stomp clap”, reso ancora più popolare da Lumineers, Of Monters and Men e Mumford and Sons: cori, battiti di mani e piedi e un’estetica folk-pop che è uscita dall’indie per arrivare in classifica, pescando a piene mani da tradizioni precedenti. Fantano non lesina critiche al genere, ma sostiene che la polemica è “troppo drammatica”; va anche detto che la canzone ricompare spesso sui social in modo molto positivo grazie a un video di una memorabile esibizione al Tiny Desk Concert di NPR che viene periodicamente ricondiviso.

Il frontman e autore principale della band, Alex Ebert, ha risposto con un video sul suo profilo Instagram, difendendo apertamente la canzone:

Ebert ha rivendicato il ruolo della band nel definire quel suono, sostenendo che Edward Sharpe & the Magnetic Zeros erano in anticipo, tanto che i Lumineers scelsero il loro produttore e che alcune band successive si erano avvicinate talmente tanto a “Home” che “abbiamo quasi fatto causa” agli Of Monsters and Men”.

(Articolo originale su Rockol.it)

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