Dalla Francia agli Usa, passando per il Regno Unito: anche la stampa internazionale ricorda Ornella Vanoni, morta questa notte nella sua abitazione a Milano all'età di 91 anni. Tra le prime testate a riprendere all'estero la notizia della scomparsa della diva milanese la storica agenzia di stampa britannica Reuters, che l'ha definita "una delle voci più influenti della musica italiana e una delle artiste più amate del Paese": "Dopo aver raggiunto la notorietà con i festival canori televisivi nei primi anni '60, la sua carriera ha attraversato più di sette decenni e ha ispirato diverse generazioni di artisti". E ancora: "Narratrice coinvolgente, le cui canzoni esplorano temi quali criminalità, povertà ed esclusione sociale, così come amore, perdita e femminilità, ha venduto più di 55 milioni di dischi e pubblicato circa 40 album in studio, secondo i media italiani".
Mentre in Italia la premier Giorgia Meloni esprime "profondo cordoglio per la scomparsa di Ornella Vanoni, voce inconfondibile della nostra musica, che ha segnato decenni di cultura italiana e accompagnato generazioni con brani senza tempo", sottolineando come "l’Italia perde un’artista unica, che ci lascia un patrimonio artistico irripetibile", oltremanica Reuters scrive: "Nonostante l'evoluzione delle mode e dei costumi in Italia, la voce intima e incantevole di Vanoni è rimasta un simbolo di autenticità emotiva nella musica italiana. Elegante e fieramente indipendente, ha mantenuto la sua notorietà pubblica attraverso apparizioni in talk show anche molto tempo dopo l'uscita dei suoi album più popolari". E ancora: "Vanoni ha esplorato diversi generi musicali. I suoi primi canti popolari sulla malavita milanese le sono valsi il soprannome di 'Cantante della mala'. In seguito è diventata interprete di opere di importanti cantautori italiani e ha collaborato con gli artisti brasiliani Toquinho e Vinicius de Moraes, oltre che con musicisti jazz".
L'emittente televisiva francese France 24 la definisce "una delle cantanti più affermate e amate della musica leggera, la musica popolare dagli anni '60 in poi". "Con oltre 50 milioni di dischi venduti, la Vanoni ha collaborato frequentemente con altri artisti di alto profilo, da George Benson e Herbie Hancock a Franco Califano e Gino Paoli, con i quali ha avuto una lunga collaborazione artistica e una relazione sentimentale", si legge ancora sul sito dell'emittente.
Tributi anche da Malta. Il quotidiano The Malta Independent la ritrae come "una delle figure più rappresentative della musica popolare italiana" e scrive: "Ha avuto una delle carriere più lunghe del settore". E poi: "Artista completa, era nota per il suo timbro vocale inconfondibile, che le consentiva di esplorare molteplici epoche e generi. Nel corso degli anni, la Vanoni ha incrociato la musica d'autore, la bossa nova e il jazz, dopo aver esordito con le cosiddette 'Canzoni della Mala'. Il suo percorso professionale è stato segnato anche da numerose collaborazioni".
Dall'altra parte dell'Atlantico, tra le prime testate a dedicare un omaggio a Ornella Vanoni è - curiosamente - il The Herald Journal, giornale con sede a Logan, nello Utah.