Si possono campionare pochi secondi di una canzone senza autorizzazione?
In generale no. Non esiste nel diritto italiano ed europeo una soglia minima - tre, cinque o dieci secondi - che renda un campione automaticamente lecito. La durata del frammento non è di per sé decisiva, perché ciò che conta sono la riconoscibilità dell’estratto e l’utilizzo di una porzione riferibile all’opera o al fonogramma originali. Per utilizzare un sample occorrono di norma due distinte autorizzazioni: quella dei titolari dei diritti sull’opera musicale (autori ed editori) e quella dei titolari dei diritti sul fonogramma (il produttore e, per i diritti connessi, gli artisti interpreti esecutori). Si tratta di due piani autonomi: anche quando si ottiene il consenso dell’autore ed editore della composizione musicale, resta comunque necessario quello del produttore del fonogramma della registrazione dell’opera medesima, e viceversa. La valutazione può cambiare in casi particolari: se il frammento utilizzato è stato rielaborato al punto da risultare irriconoscibile all’ascolto, oppure se ricorrono eccezioni tipizzate come la citazione (art. 70 della Legge 633/1941) o il pastiche, categoria oggi espressamente richiamata a livello europeo, l’utilizzo potrebbe essere consentito. Occorre in ogni caso considerare i diritti morali dell’autore, che possono rilevare, ad esempio, quando l’uso del frammento ne alteri il significato o il valore artistico. Prima di pubblicare conviene quindi “liberare” i diritti a monte (cosiddetta clearance), documentando per iscritto le autorizzazioni ottenute, perché una contestazione successiva può bloccare la distribuzione del brano, imporne il ritiro dalle piattaforme ed esporre a richieste di risarcimento.
Il Caso: nel caso Pelham circa due secondi di sequenza ritmica tratti da "Metall auf Metall" dei Kraftwerk furono campionati e ripetuti in loop nel brano "Nur mir", realizzato da Moses Pelham. La controversia, sorta in Germania, giunse dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, che chiarì che anche un frammento sonoro molto breve può costituire una riproduzione tutelata del fonogramma, salvo che il campione venga ripreso in forma modificata e non riconoscibile all’ascolto. Nelle successive fasi giudiziali, la Corte ha infine recentemente qualificato come “pastiche” l’utilizzo che evoca una registrazione esistente in una forma riconoscibile ma trasformata, pur rimanendo "notevolmente diversa" dall'originale e instaurando con esso un "dialogo artistico o creativo”.
Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:62017CJ0476&utm_
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Annalaura Avanzi è avvocato specializzata in diritto della musica, diritto d'autore e proprietà intellettuale, al fianco di artisti e operatori dell'industria musicale per tutelare e valorizzare i loro diritti. Appassionata di musica, cantante e autrice - con un passato sul palco del Festival di Sanremo - unisce competenza tecnica, conoscenza del mercato e capacità di ascolto. È fondatrice di Care for Your Art, network dedicato alla crescita e al supporto della comunità artistica e avvocato Of Counsel presso lo studio legale ELLED Law Firm. Come speaker approfondisce l'impatto delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale sul futuro delle professioni creative, con un'attitudine "creativity first".
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