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Lauryn Hill ha spiegato perché sono 30 anni che non fa un album

20.05.2026 Scritto da Redazione Rockol

Sui social l'ex Fugees Lauryn Hill ha inviato un messaggio ai fan spiegando perché non ha più pubblicato un altro album dopo il suo successo con il disco d'esordio del 1998 "The Miseducation of Lauryn Hill" (leggi qui la recensione), che rimane ancora oggi il suo unico album solista.



Queste le ragioni addotte dalla 50enne musicista statunitense sul perché non ha pubblicato un altro album da quasi trenta anni a questa parte. "Quando sei ispirato e desideri essere coerente con i tuoi principi, ciò di cui non si parla abbastanza è il logorio... la difficoltà di trovare un ambiente sicuro che ti permetta di creare con integrità. Molti vedono le opportunità solo in termini di denaro e spesso escludono il “senso”. Né “The Score” (album dei Fugees del 1996, ndr) né “Miseducation” sono nati perché ci era “permesso” di rappresentare ciò che facevamo, abbiamo lottato per ogni singolo centimetro. Un successo smodato può generare un’avidità che inizia a svilire l’arte in nome del denaro."

Lauryn Hill ha quindi continuato il suo messaggio paragonandosi alla attivista per i diritti degli afroamericani vissuta fino ai primi del Novecento Harriet Tubman. "Per certi versi, ero come Harriet Tubman, correvo per dire verità scomode al potere prima che certe forze cercassero di chiudere quelle porte. Se fosse stato così facile da fare, dov’è finita oggi quell’espressione sulla scena mondiale? I sistemi temono ciò che non possono controllare. La creatività è più potente quando è libera. Se non altro, ho introdotto standard e possibilità a una generazione che prima non sapeva di poter operare a quel livello. Spesso faccio cose al di fuori del sistema prima ancora che le persone si rendano conto di ciò che ho fatto. Un altro artista che apprezza l'ispirazione ne riconosce il valore e la ripropone a un pubblico pronto a riceverla".


La rivista NME sottolinea come queste posizioni sono rimaste invariate rispetto a quanto dichiarato nel 2021 nel corso di una intervista concessa al magazine Rolling Stone quando affermò, tra l'altro, che la sua etichetta discografica non l'aveva mai sollecitata a realizzare un altro album. "La cosa assurda è che nessuno della mia etichetta mi ha mai chiamato per chiedermi come potevano aiutarmi a realizzare un altro album, MAI... MAI. Ho detto mai? Mai! ... Con 'Miseducation' non c'era alcun precedente. Per la maggior parte del tempo, ero libera di esplorare, sperimentare ed esprimermi".

Le difficoltà, spiegò, giunsero dopo avere realizzato il disco quando sono comparse "decine di ostruzionisti tentacolari, la politica, programmi repressivi, aspettative irrealistiche e sabotatori OVUNQUE. La gente mi aveva inclusa nelle narrazioni dei LORO successi in relazione al mio album, e se questo contraddiceva la mia esperienza, venivo considerata una nemica. Credo che la mia intenzione fosse semplicemente quella di creare qualcosa che facesse sapere ai miei predecessori e alle mie antenate nella musica e nella lotta sociale e politica che qualcuno aveva ricevuto ciò per cui si erano sacrificati, e di far sapere ai miei coetanei che potevamo camminare in quella verità, con orgoglio e fiducia".


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