La prima cosa da chiedersi è cosa ha spinto Mike Sandison e Marcus Eoin a incidere diciotto brani, dal lontano 2013. I due fratelli, nati in un piccolo villaggio scozzese chiamato Cullen, hanno stupito i fan inviando a chi aveva comprato dischi e t-shirt una vhs chiamata “Tape 05”, contenente il videoclip della canzone “Deep Time” poi riproposta anche sul loro sito. È - di fatto - il trailer dell’album “Inferno” e indica i temi delle nuove tracce: guerra, caos, violenza, Salvo poi, dopo un cambio drastico di ritmo e accordi, mostrare immagini di spiritualità ed estasi, quasi un messaggio salvifico di redenzione.
La sensazione, anche leggendo i commenti dei tenaci fan e del loro sito “unofficial” Bocpages, è che i due artisti abbiano avvertito l’urgenza di dire la loro sulle tematiche calde dell’attualità.Il gancio di “Inferno” è ripreso dalle liriche di “Burn The Witch” dei Radiohead (“Bruciate la strega/Croci rosse su porte di legno/Sappiamo dove abiti”) sulla radicalizzazione dei governanti e la repressione del dissenso. L’altra grande ossessione è stata già accennata in passato: “In A Beautiful Place Out Of The Country” narrava “vieni e vivi in una comunità religiosa in un posto bellissimo in campagna”, prendendo ispirazione dalla setta religiosa guidata da David Koresh (esiste anche una serie Netflix sul tema).
In quasi tutte le tracce vi sono discorsi editati e distorti dal vocoder su inquietanti preghiere, mantra maudit, dichiarazioni di guerre religiose che esasperano il suggello tra potere e predicatori pseudo religiosi, uno dei grandi “peccati” delle nuove leadership. Con una grande eccezione, in uno dei due brani più riusciti del disco: “Prophecy At 1420 Mhz” contiene uno speech del Professor Seyyed Hossein Nasr del 2003 alla Harvard Divinity, esperto di sufismo e filosofia, preso in prestito dai Boards per far esplodere le contraddizioni dei novelli evangelisti (“La maggior consapevolezza di sé/dietro l’intelletto/io sono Dio/la risonanza definitiva/spirito/inconscio/forza di trascendenza/questa immagine insensibile del mondo moderno/sincronicità/causa ed effetto/la verità assoluta”). Il brano è un crescendo di forza ed esplode in una catarsi di chitarre – la vera novità del suono insieme alle batterie “vere” e ispirate all’hip hop (“Age Of Capricorn”) – per poi aprire all’ambient: è il punto più alto delle composizioni, si entra in un flusso di coscienza e richiede concentrazione dall’ascoltatore. Non a caso i dischi dei Boards of Canada sono stati l’ultima grande fonte creativa di David Bowie durante la registrazione di “Blackstar”.
L’altro gioiello è “You Retreat In Time And Space”, una delle tracce finali nella quale si intravede la luce in fondo al tunnel: bilanciamento perfetto tra pathos e tecnica, esempio migliore della capacità di riportare in superficie le nostalgie dell’infanzia, cifra stilistica del duo da sempre. È pura epifania.
Folgorante il riff di “Arena Americanada”, è la traccia emotiva per eccellenza, va a toccare corde inesplorate. La parte centrale di “Inferno” è a tratti ripetitiva e potrebbe essere recepita come un calo di ispirazione ma è semplicemente un cambio netto alle atmosfere oniriche di “Music Has The Right To Children”, “Geogaddi” e “Tomorrow’s Harvest”: le chitarre acquistano densità come e più di “The Campfire Headphase”, sull’intuizione di una loro cover (“Kaini Industries”) ad opera di Bibio. Ci sono citazioni colte, alcuni standard utilizzati dai Kraftwerk (“Into The Magic Land”), Broadcast, Telefon Tel Aviv, Aphex Twin, Piero Umiliani, Durutti Column, James Holden. Si chiude con il battito del cuore in sottofondo (“I Saw Through Platonia”), quasi a evocare il “restare umani” a fine viaggio di un album densissimo.Contrariamente a quanto sostiene il recensore del Guardian – unica testata inglese a storcere il naso – il sound è contemporaneo e si distacca dai lavori precedenti in quanto più omogeneo e strutturato, sicuramente più fruibile anche da un ascoltatore non abituale. Agli estimatori più longevi una dritta: se vi piace l’album andate a riascoltare il remix dei Sexual Object “Sometimes” poi rinominato “The Protection Of Happiness Generator”, così, tanto per complicare un po’ le cose.
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