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La recensione di Paul McCartney ai concerti di Bob Dylan

16.05.2026 Scritto da Elena Palmieri

Impegnato nella promozione del suo nuovo album solista, “The boys of Dungeon Lane" in uscita il prossimo 29 maggio, Paul McCartney ha condiviso in una recente intervista le sue impressioni sui concerti di Bob Dylan. Nel corso della chiacchierata con il podcast "The Rest Is Entertainment", l'ex Beatle ha raccontato di ave visto il cantautore di Duluth dal vivo in diverse occasioni e ha rivelato che, pur essendo un suo grande fan, “non riusciva a capire che canzone stesse facendo”.

A margine dell’intervista, McCartney ha spiegato che ciò che ammira di più di Dylan è la sua capacità di fare quello che sente giusto per lui, senza preoccuparsi troppo di ciò che ne pensano gli altri, soprattutto quando si tratta di escludere dai concerti gran parte dei suoi brani più celebri. Macca ha così raccontato di sentire, a differenza del musicista di "Blowin'in the wind", il bisogno di suonare i suoi successi più grandi a ogni concerto, e ha detto:

Parlando quindi di quanto il suo approccio differisca da quello visto nei concerti di Dylan, McCartney ha aggiunto:

Pur capendo il motivo per cui Bob Dylan "non vuole fare ‘Mr Tambourine Man’, magari perché ne ha abbastanza”, McCartney ha detto che dal punto di vista di un fan “mi piacerebbe sentirla. E ho pagato!”.

Come ricordato dall'NME, l’amicizia tra i Beatles e Bob Dylan risale alla metà degli anni Sessanta, e nel corso degli anni i due artisti si sono spesso scambiati parole di grande stima reciproca. Nel 2007, per esempio, il cantautore statunitense parlò della sua lunga ammirazione per i Fab Four e smentì qualsiasi voce di rivalità con McCartney e John Lennon: "Erano cantanti fantastici. Ancora oggi, è difficile trovare un cantante migliore di quanto fosse Lennon, o di quanto fosse e sia ancora McCartney”, disse Bob Dylan: "Sono sbalordito da McCartney. È praticamente l’unico davanti al quale resto davvero sbalordito. Sa fare tutto. E non ha mai mollato. Gli riesce tutto dannatamente senza sforzo”. Nel 2020, McCartney ricambiò poi con altrettanti parole di ammirazione verso Dylan quando, ai microfoni di BBC Radio 2, spiegò come il lato più “interpersonale e riflessivo” della scrittura dei Beatles fosse stato influenzato proprio dal musicista di Duluth e disse: "Abbiamo sicuramente preso molto da Dylan e so che avevo uno dei suoi primi LP a casa già prima dei Beatles: "Lo ascoltavo tantissimo, quindi ero immerso nella sua musica, e credo che anche tuo padre lo fosse. Ma quella era solo una delle influenze”.


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