Louisa Livingstone, la donna ritratta con un mantello nero sulla copertina dell’album di debutto dei Black Sabbath e la cui identità è stata confermata nel 2020, cinquant'anni dopo l'uscita del disco, è tornata a utilizzare quella storia come punto di partenza per la propria musica. Livingstone ha recentemente pubblicato "Alice", una rock opera psichedelica realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
L'artista, che pubblica i suoi lavori con il nome di Indreba, abbreviazione di Incredible Dream Band, ha presentato il progetto come un EP di cinque tracce ispirato ai libri di Lewis Carroll dedicati ad "Alice nel Paese delle Meraviglie". La pubblicazione era stata anticipata nei mesi scorsi dalle canzoni "Witch Woman", ispirata alla sua apparizione sulla copertina dei Sabbath, e "The Woman By The Mill", che fa riferimento al luogo in cui fu scattata la fotografia, il Mapledurham Watermill nell’Oxfordshire. "'Witch Woman è nata dal nulla, da un’idea improvvisa su qualcosa che avrei potuto fare", ha raccontato Livingstone in un'intervista per l'edizione statunitense di "Rolling Stone". Ha aggiunto: "I fan dei Black Sabbath hanno apprezzato le canzoni, e questo mi ha fatto piacere perché erano pensate proprio per loro e, per questo motivo, avevo volutamente scelto di muovermi all’interno del genere metal". Il progetto è ora un Ep che viene descritto dalla stessa artista come "una rock opera psichedelica con protagonista Alice, che torna per esplorare il folle mondo del 2026, fatto di internet e intelligenza artificiale".
Livingstone ha poi spiegato: "Le tracce dalla prima alla quinta raccontano la storia in successione, con una grande quantità di coinvolgenti cambiamenti musicali. I testi sono un elemento fondamentale in questo viaggio musicale sulle montagne russe". A proposito dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, Louisa Livingstone ha quindi affermato: "Come molte persone, un tempo giudicavo molto negativamente l’intelligenza artificiale. Ma è uno strumento che puoi usare per creare spazzatura assoluta, o quello che viene definito ‘slop’, oppure qualcosa di davvero valido e interessante".
Ad aprire l’EP è "Feed Your Head", che prende come punto di partenza "White Rabbit" dei Jefferson Airplane, uno dei brani più celebri della cultura psichedelica ispirati all’universo di Alice. Livingstone ha però deciso di riprendere e ricollocare quell’immaginario nell’epoca dei social network, facendo entrare nel testo riferimenti allo scrolling e agli algoritmi. L'Ep "Alice" è disponibile su Bandcamp.
L’identità di Louisa Livingstone come la donna sulla copertina di "Black Sabbath", il primo album originariamente pubblicato da Ozzy Osbourne e soci nel 1970, era stata resa pubblica soltanto nel 2020, dopo decenni di ipotesi e speculazioni. Quando posò per il fotografo Keith Macmillan, conosciuto come Keef, Livingstone aveva circa 18 o 19 anni. Lo scatto venne realizzato nei pressi del Mapledurham Watermill e il particolare effetto cromatico dell’immagine fu ottenuto utilizzando una pellicola Kodak Aerochrome all’infrarosso. Negli anni Livingstone ha sempre continuato a pubblicare musica con il nome Indreba e, dopo essere rimasta a lungo quasi completamente separata dall’immagine che l’aveva resa inconsapevolmente parte della storia dei Black Sabbath, negli ultimi tempi ha cominciato a riappropriarsi apertamente di quella vicenda. Nel 2025 aveva anche deciso di mettere all’asta il proprio autografo per raccogliere fondi destinati a un progetto dedicato al salvataggio dei gatti.
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