Nell’ampia e caotica discografia di Prince, “Around the world in a day” rappresenta forse il primo disco che fa emergere il carattere battagliero e anti-sistema del musicista di Minneapolis. Dalla primavera del 1984 ai primi mesi del 1985 Prince and the Revolution dominarono le frequenze radio e video (leggi MTV), sbancarono ogni tipo di Award e registrarono il tutto esaurito ad ogni concerto, grazie al film Purple Rain e alla colonna sonora che rimase per ben 24 settimane al #1 di Billboardg. Così, quando dopo un paio di settimane dopo l'ultima data del tour Purple Rain a Miami, la band riapparve ad aprile 1985 con un album completamente nuovo, in molti pensavano che sarebbe stato una sorta di “Purple Rain, Pt. 2” o qualcosa di simile. “Around the World in a Day” fu, invece, la prova che un artista mainstream al culmine del successo poteva sfidare se stesso e il proprio pubblico.
Sebbene Prince nei suoi album precedenti avesse esplorato un'ampia gamma di stili, l'approccio palesemente caleidoscopico di “Around the World In A Day” (da ora ATWIAD) era al tempo stesso un atteggiamento di ostentazione e una sfida. L'album è stato spesso descritto come “psichedelico" (come suggerisce la copertina e l’art direction dell’artista Doug Henders) ma non affonda le sue radici in un pastiche retrò, quanto piuttosto nell'assorbimento da parte di Prince dei colori anni '60 – flauti, nastri al contrario, armonie vorticose – e in un'atmosfera "californiana" decisamente rilassata che si traduce in un suono caldo, invitante e a tratti bizzarro, più in linea con la scena underground di Los Angeles Paisley che con pantaloni a zampa d'elefante e segni di pace.I motivi di una versione DeLuxe
Per il suo quarantesimo anniversario la Warner ha fatto uscire una Deluxe Edition di ATWIAD (2cd o 3LP). Le passate edizioni di “1999” , “Sign '☮' the Times” e “Diamonds and Pearls” uscite gli anni scorsi erano ricchissime di veri inediti estratti del mitico Vault di Prince, versioni demo e outtakes. Questa Deluxe Version contiene invece b-side e remix già noti ai tanti appassionati completisti princiani.
In molti hanno criticato parenti di Prince, tenutari della Prince Estate che gestisce il patrimonio artistico dell’artista, rei anche di aver cancellato una docuserie di nove ore per Netflix praticamente già pronta. Tuttavia i contenuti di questa versione Deluxe dipendono soprattutto dalla gestazione del disco piuttosto tormentata:
il disco fu registrato nei tempi morti delle date del tour di Purple Rain e ultimato la vigilia di Natale 1984. In pratica il disco è attribuito a Prince & The Revolution ma la maggior parte delle canzoni sono state realizzate da Prince da solo, alcune con Wendy & Lisa (chitarrista e tastierista) e fratelli e solamente due con l’intera band The Revolution. È anche per questo motivo che non si trovano molte demo o outtake di buona qualità da inserire tra gli extra. Inoltre l’album, per lo stesso volere di Prince, fu lanciato senza la classica spinta di marketing: quindi niente singoli, niente video, tour promozionali, pubblicità e consigli di brani da trasmettere per i network radiofonici. Tuttavia le radio, senza un singolo, continuavano a trasmettere le canzoni di “Purple Rain”, così Prince alla fine cedette e permise alla Warner di pubblicare come singolo “Raspberry Beret” con un video girato in fretta e furia. Questo significa che non ci fu nemmeno un gran lavoro su mix e remix e quei pochi che sono usciti si ritrovano nel disco.Il disco
Detto questo, ATWIAD è ancora oggi un album bellissimo e forse uno dei più bizzarri realizzati dal Nostro. La traccia d'apertura, che dà il titolo all'album, segnala immediatamente il cambiamento da “1999” e “Purple Rain”, dispiegandosi con melodie mediorientali, scale microtonali e dodecafoniche della musica araba suonate con strumenti come l’out e la tarbuka; è un'atmosfera diversa da qualsiasi altra mai sentita prima in un album di Prince. Poi però ci sono brani come "Paisley Park" e "Raspberry Beret" che conferiscono all'album un fascino vivace: brillante pop neo-psichedelico, melodie beatlesiane e grandi hook. "Condition of the Heart" è una ballata triste e romantica che rivela la passione di Prince per Joni Mitchell, mentre "Tamborine" è il suo polo opposto, che sintetizza il tutto con un groove jamesbrowniano serrato e nervoso. "America" (probabilmente una delle migliori jam di Prince, con uno dei suoi testi peggiori) e la delirante "Temptation" (una lunga suite dove Prince dialoga con Dio, peraltro interpretato dallo stesso Prince) dimostrano la totale follia di Prince. Ma c’è anche lo spiritual “The ladder”, ovvero il pezzo più vicino a “Purple Rain”. Il remaster realizzato da Bernie Grundman è molto buono e permette di assaporare al meglio il lavoro fatto all’epoca dalla fedele ingegnere del suono Susan Rogers.
I contenuti extra
Abbiamo già detto che in questa DeLuxe Edition non ci sono novità e inediti, però vale la pena segnalare alcune tracce notevoli, come la lunghissima jam-funk di 21 minuti di “America” e “Hello”, un pezzo che sembra arrivare direttamente dalle session fun-pop new wave di “Dirty Mind”. Poi ci sono quello che allora vennero considerate B-Side, tuttavia “Girl” e "She's Always in My Hair” che sono canzoni di Prince di altissimo livello. Gi extended mix e remix di “Pop Life” e “Paisley Park”, già pubblicate in altre raccolte, non soddisfano l’acquirente medio di questo tipo di prodotto.