News

La canzone degli Eagles che Don Henley fatica ad ascoltare

11.02.2026 Scritto da Paolo Panzeri

Don Henley e Glenn Frey, i deus ex machina degli Eagles, in fatto di realizzare canzoni erano dei perfezionisti assoluti. Partendo da questo presupposto può non sorprendere che Henley, in una intervista concessa alla trasmissione televisiva della CBS Sunday Morning – dove, tra le altre cose ha dichiarato che probabilmente il 2026 sarà l'ultimo anno di attività degli Eagles -, abbia detto che non riesce ad ascoltare una della canzoni più note della sua band, "Desperado", rea di non avere avuto, a causa dei tempi di produzione, la cura necessaria.

"Desperado" fu il primo brano in cui Henley e Frey lavorarono fianco a fianco. Questo il ricordo non privo di nostalgia di Don Henley: "Avevo affittato una piccola baita in cima al Laurel Canyon. Lui venne da me. Avevo un vecchio pianoforte verticale e l'inizio di una canzone che avevo iniziato a scrivere alla fine degli anni '60. Gli mostrai i pezzi che avevo e lui si sedette al pianoforte. Era in un certo senso basata su un vecchio cantautore americano che, a un certo punto, era il più popolare d'America, un tizio di nome Stephen Foster che morì senza un soldo a New York. Si basava sulle sue canzoni che mia nonna cantava sulla sedia a dondolo. Glenn sapeva chi era Stephen Foster e ha semplicemente ripreso il filo del discorso. Era fantastico. Lo chiamavamo l'Arrangiatore Solitario (gioco di parole tra 'Lone Ranger' e 'Lone Arranger', ndr), perché era davvero bravo ad arrangiare le canzoni."

A produrre i primi due album degli Eagles"Eagles" (1972) e "Desperado" (1973) - fu Glyn Johns, ma il rapporto tra la band e Johns andò a incrinarsi quando gli Eagles iniziarono a lavorare su quello che sarebbe diventato "On the Border" del 1974.

I ricordi di Don Henley sul lavoro all'album "Desperado" spiegano le ragioni per cui il gruppo giunse a separarsi dal produttore. "Glyn voleva realizzare l'album in economia, che non costasse troppo. Perché era ciò che voleva la casa discografica ed era anche il suo metodo di fare dischi. Entrare, fare e uscire."

"Desperado" venne registrato in due settimane e Henley trovò il processo di realizzare la title track "molto intimidatorio", perché in studio erano presenti anche i membri della London Symphony Orchestra che si annoiavano a morte mentre aspettavano l'inizio della sessione, giocando a scacchi tra una ripresa e l'altra. Ora, a distanza di tempo, il batterista e cantante degli Eagles ammette che ricordare i musicisti dell'orchestra giocare a scacchi sia divertente ed abbia solo ammirazione per le parti degli archi scritte dal suo vecchio compagno di college Jim Ed Norman, avrebbe voluto avere più tempo per lavorare a "Desperado". Perché, a differenza di quei musicisti, per lui quello era più di un semplice lavoro.



A Sunday Morning Henley ha spiegato: "Penso di aver fatto quattro take, forse cinque, e ancora oggi ho qualche problema con l'intonazione della voce solista. Non la ascolto." In verità, aggiunge, non è insolito per lui non ascoltare la sua musica. "Perché dovrei, devo suonarla ogni sera? Ormai non ascolto più molta musica. Ogni tanto accendo la radio o metto su un disco di musica classica. Ascolto qualche audiolibro. Ma dopo un po' tutto può diventare noioso." Ma se torna ad ascoltare la sua musica gli tornano in mente alcune cose. "Sento i difetti e ciò che avremmo dovuto o potuto fare in una determinata circostanza."

Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi