Non è certo di primo pelo James Hunter. Il 63enne cantante e chitarrista britannico pubblicò il suo primo album nel 1986, quarant'anni fa. Con "Off the fence" giunge al suo undicesimo album, questo firmato James Hunter Six. Eh sì, perché a condividere oneri e onori insieme a lui ci sono altri cinque musicisti: Myles Weeks (contrabbasso), Rudy Albin Petschauer (batteria), Andrew Kingslow (tastiere e percussioni), Michael Buckley (sassofono baritono) e Drew Vanderwinckel (sassofono tenore). Al disco - unica collaborazione presente - partecipa Van Morrison che duetta con Hunter nell'inesorabile blues "Ain’t That A Trip". L'unione di intenti con Morrison non è nuova, Van è stato infatti uno dei suoi primi sostenitori. La loro amicizia risale all'inizio degli anni Novanta, James Hunter fa capolino nell'album dal vivo di Morrison del 1994 "A night in San Francisco" e nel successivo, questo in studio, "Days Like This" del 1995. Nel 1996 il musicista nordirlandese ricambiò il favore, partecipando all'album di Hunter "Believe what I Say", eseguendo un paio di classici di Bobby Bland, segnatamente "Ain't Nothing You Can Do" e "Turn On Your Love Light".
Bobby Bland, Van Morrison...
Bobby Bland, Van Morrison... solo il citare questi riferimenti artistici sta a indicare, non si scappa, che James Hunter e i suoi compagni di band sono fedeli e devoti alla chiesa del soul e del rhythm and blues. "Off the fence" è un disco che pare felicemente intrappolato in un passato che si può datare dai tardi anni Cinquanta fin verso la fine dei Sessanta. Un'epoca, quella, in cui a dettare legge erano i singoli, le canzoni. E il nuovo disco di James Hunter pare proprio una raccolta di canzoni, prima ancora che un album. Dodici canzoni che ruotano attorno alle colonne d'Ercole radiofoniche dei tre minuti. Dodici canzoni senza passaggi a vuoto che si susseguono, una dopo l'altra, mostrando l'affiatamento della band con la voce davvero vellutata del loro cantante. Dodici canzoni piene di calore e sentimento che paiono giungere da un tempo che fu ed invece sono frutto della penna particolarmente ispirata di Hunter. Dodici canzoni principalmente dedicate all'amore che regalano sorriso e divertimento.
Il più grande cantante soul del Regno Unito
James Hunter venne stregato sin dalla più giovane età dalle sonorità che giungevano dall'altra sponda dell'Atlantico e a loro è sempre rimasto fedele. Lui, britannico fino al midollo, ("Anche quando scrivo canzoni d'amore, tendo a inserire un tocco di sarcasmo britannico", dice) incide praticamente da sempre per un'etichetta americana: per anni sotto contratto con la Daptone Records, ora sta con la Easy Eye Sound del Black Keys Dan Auerbach sita a Nashville. "Off the fence" è davvero un piacevole e ottimo album. Insomma, se una rivista come Mojo si è sbilanciata al punto da definire Hunter 'il più grande cantante soul del Regno Unito' un motivo ci dovrà pur essere.
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