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“Insomnia”, quando i Faithless cambiarono la musica dance

01.12.2025 Scritto da Gianni Sibilla

A fine novembre 1995 i Faithless pubblicavano “Insomnia”: una canzone senza ritornello, che nella versione originale durava oltre 8 minuti, ma con una progressione indimenticabile e un’ancora più iconica (sì, il termine qua è davvero appropriato) parte vocale di Maxi Jazz, carismatico frontman della band di musica elettronica fondata da Sister Bliss e Rollo Armstrong.
30 anni dopo quella canzone è ancora un classico della dance, a cui portò nuove sonorità e una pressoché inedita dimensione  riflessiva che si sarebbe consolidata qualche anno dopo, nel '98, con “God is DJ”, altro “anthem” dei Faithless.
“Insomnia” viene celebrata in questi giorni da un’edizione limitata in 12” picture-disc e da un EP digitale che contiene i mix originali, mentre la settimana scorsa è uscito un nuovo edit dei Disclosure, che da tempo la inseriscono nei loro set – a dimostrazione di quanto la canzone sia ancora vitale, a decenni di distanza.

I Faithless non sono mai stati soltanto un nome della dance: innanzitutto erano una band, che nel genere è un’anomalia, non la regola, e fin dall’inizio hanno cercato un suono che univa tensione, ritmo e introspezione. Agli esordi come nell’ultimo album “Champion Sound” uscito lo scorso settembre il cuore del progetto risiede nel contrasto tra clubbing e un’attitudine quasi rock, tra groove ed emotività.

“Insomnia” incarna in maniera perfetta quella tensione: non era pensata né come un singolo radiofonico standard, né come un riempipista. La struttura — costruita su una linea di e un synth che tarda a esplodere — crea una tensione crescente. Solo dopo diversi minuti arriva il riff epocale, che si libera in un momento catartico. E poi c’è la voce di Maxi Jazz: il suo “I can’t get no sleep” non è un ritornello allegro, ma un lamento che traduce l’inquietudine in musica – l’idea era di trasformare la dance in qualcosa di quasi mistico.

Dopo un primo ingresso nella classifica britannica, “Insomnia” venne ripubblicata nel 1996 e raggiunse la posizione numero 3 nella UK Singles Chart, e la vetta nelle classifiche dance di vari paesi europei, permettendo anche di riscoprire l’album di debutto “Reverence”, uscito l’anno prima e inizialmente passato inosservato.
Ma soprattutto “Insomnia” non fu semplicemente un successo commerciale: cambiò il paradigma di cosa poteva essere la dance e la musica elettronica, portandola fuori dal club e trasformandola in una forma espressiva più ampia.

“È una delle più grandi canzoni dance di tutti i tempi”, dicono i Disclosure. In questo senso, “Insomnia” e i Faithless agiscono oggi come padri fondatori di un immaginario che influenza tutta l’elettronica e il pop, fino ad artisti come Fred Again.. Maxi Jazz è scomparso nel 2022, i Faithless si sono ritrasformati in una nuova entità con Sister Bliss e Rollo a tessere le trame sonore assieme ad altri vocalist, ma “Insomnia” rimane un classico senza tempo.

(Articolo originale su Rockol.it)

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