«Un giovane nuovo cantante che viene dalla mia regione, l'Emilia: Francesco». È il 1° maggio 1967 quando in tv, su Rai1, l'allora Programma Nazionale, va in onda l'ultima puntata di "Diamoci del tu", il programma musicale condotto da Giorgio Gaber e Caterina Caselli. E per l'occasione i due padroni di casa si "sfidano" nelle vesti di talent scout, lanciando in tv due giovani talenti della canzone. Gaber propone un ancora sconosciuto Francesco Battiato, che poi diventerà Franco, e che di fronte alle telecamere del programma canta il singolo "La torre". Caselli risponde con uno «studente-cantautore», tale Francesco, che un paio di mesi prima ha pubblicato il suo album d'esordio "Folk Beat N. 1": è, naturalmente, Francesco Guccini. Il video che trovate qui sotto fa rivivere quel momento leggendario: il primo passaggio in tv del futuro Maestrone.
Guccini entra in scena come un ragazzi quasi spaesato: alto, magro, con i capelli pettinati con la riga, senza ancora la barba, che sarebbe diventata uno dei suoi tratti fisici più riconoscibili. Indossa un maglioncino e ascolta Caselli che lo presenta: «Fa l'ultimo anno di lettere, canta con gli amici nel Folkstudio, nelle cantine. È uno di prima. Le sue canzoni sono quelle che si riallacciano più genuinamente al folksong americano. Ce ne vuoi citare qualcuna?». E lui risponde, con l'iconica "erre" moscia: «"Auschwitz", "Noi non ci saremo"». Nella puntata precedente Caselli aveva cantato la sua "Per fare un uomo", il lato b di "Dio è morto", uscito poco prima: «Siccome l'ho scoperto io - dice il "Casco d'oro" della musica italiana - voglio tenerlo a battesimo anche come cantante». E gli fa suonare la stessa "Auschwitz".
Anni dopo Caselli avrebbe raccontato di aver insistito con Giorgio Gaber per invitare Guccini nel programma:
Caselli avrebbe ricordato anche di essersi rivolta personalmente alla Dischi Ricordi, che allora pubblicava i dischi dei cantautori emergenti, per convincere i discografici a puntare su quel giovane talento:
Cinque anni dopo quel passaggio in tv sarebbe uscito "Radici", l'album della consacrazione di Guccini, contenente brani destinati a diventare dei classici del suo repertorio e della musica d'autore italiana come "La locomotiva", "Incontro" e "Piccola città".
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