Gli anni Ottanta hanno visto diversi musicisti di successo dei decenni precedenti doversi reinventare per stare al passo coi tempi. Tra questi anche Elton John, che nel 1983 pubblicò l'album "Too Low For Zero": il primo album in cui, accanto al suo classico pianoforte, comparivano sintetizzatori, drum machine, sonorità elettroniche e moderne tecniche di produzione. Il brano che, più di ogni altro in quell'album, lo ha riportato al centro dell'attenzione è stato "I’m Still Standing" che fece conoscere Elton John a una nuova generazione di fan, regalandogli un'identità pop fresca e dinamica.
Quando Elton John iniziò a lavorare a "Too Low For Zero", la sua carriera stava attraversando una fase di stasi. I cinque album precedenti non avevano prodotto alcun successo e le vendite si erano rivelate deludenti, soprattutto se confrontate con la lunga serie di hit che avevano caratterizzato la prima metà degli anni Settanta. Per la prima volta dopo "Blue Moves", datato 1976, John tornò a collaborare con il paroliere di sempre Bernie Taupin che alla rivista Music Connection nel 1989 dichiarò: "Sapevamo entrambi di voler tornare a lavorare insieme, ma dovevamo aspettare che si creassero le condizioni giuste. Eravamo certi che, al momento opportuno, sarebbe successo naturalmente." Elton John si ricongiunse inoltre alla band che lo aveva accompagnato all'inizio degli anni '70, composta dal chitarrista Davey Johnstone, dal batterista Nigel Olsson e dal bassista Dee Murray.
Nel 1983 Elton John raccontò: "È stato fantastico tornare a suonare con loro. Quella è stata la band di maggior successo che abbia mai avuto, con David, Dee e Nigel. Ho pensato che, se dovevamo realizzare un album, sarebbe stata un'ottima idea farlo insieme a Bernie, tornando a quella formula e registrando il disco come facevamo un tempo. In pratica, abbiamo scritto e registrato l'intero album nel giro di due settimane, più o meno. Ha funzionato davvero bene."
Come produttore venne scelto Chris Thomas. Pare sia stato proprio Thomas a incoraggiare John a utilizzare i sintetizzatori. Nel 1984 Elton John parlando con Paul Gambaccini spiegò: "Tutti i brani sono stati scritti al sintetizzatore. La mia difficoltà maggiore è sempre stata scrivere pezzi rock ’n’ roll. Non sono molto portato, perché per un pianista l'approccio è completamente diverso rispetto a chi suona la chitarra. È davvero complicato scrivere canzoni basate su tre accordi usando il pianoforte. Così ho preso questo sintetizzatore – che in certi passaggi suona quasi come una chitarra – e, all'improvviso, sono riuscito a scrivere brani da tre accordi."
Sebbene "I’m Still Standing" sia diventata, nell'immaginario collettivo, un inno alla resilienza di Elton John e al suo trionfo sulle avversità, in realtà Bernie Taupin scrisse il testo pensando a una sua ex fidanzata. Conversando con Smooth Radio Taupin raccontò: "È forse l'ennesimo esempio di come un'idea originale possa essere interpretata da chiunque in modo del tutto differente. Credo che la gente lo consideri un inno che riflette la grande capacità di Elton di sopravvivere di fronte alle avversità. Il che, credetemi, mi va benissimo. Anzi, è probabilmente molto più interessante del motivo per cui il brano è stato scritto inizialmente: se ricordo bene, si trattava di una sorta di addio sprezzante rivolto a una vecchia fidanzata. Sapete com’è: 'Non preoccuparti per me, me la caverò benissimo'. A differenza di "She Thinks I Still Care" di George Jones – dove, in realtà, lui ci teneva ancora davvero – io, invece, non ci tenevo affatto."
Nel suo libro di memorie del 2019, 'Me', Elton John ha spiegato come il titolo scelto da Taupin abbia assunto per lui un significato completamente nuovo. "I’m Still Standing" suonava come il biglietto da visita dell’intero album. Il testo parlava di una delle ex di Bernie, ma ho pensato che potesse funzionare anche come messaggio per la mia nuova casa discografica americana, che, a dire il vero, si stava rivelando una gran rottura di coglioni." L’etichetta discografica Geffen Records era rimasta delusa dalle vendite dei suoi due album precedenti, "The Fox" del 1981 e "Jump Up!" del 1982, e, a quanto pare, non aveva fatto mistero della propria delusione nei suoi confronti. "Non mi piaceva affatto come si stavano mettendo le cose", ha scritto Elton John in 'Me', "e ho pensato che "I’m Still Standing" suonasse come un avvertimento, una sorta di colpo di avvertimento lanciato verso di loro. Era un brano audace, spavaldo, un vero e proprio "vaffanculo" pieno di sicurezza."Il video di accompagnamento della canzone venne girato nel sud della Francia, a Cannes, Nizza e dintorni. La parte principale fu girata davanti all'Hotel Carlton di Cannes. Nella clip Elton John appare accanto a ballerini con il corpo dipinto, sulla spiaggia privata dell’Hotel Carlton e lungo la Croisette. La lavorazione del video non fu priva di imprevisti. La situazione sarebbe sfuggita al controllo quando Elton John incontrò i Duran Duran, che, a quanto pare, lo hanno fatto avvicinare ai vodka martini. Sempre nel suo memoir John scrisse: "A seconda di chi si sceglie di credere, ne ho bevuti sei o otto nel giro di un’ora."
Più tardi quella sera, Elton John avrebbe messo a soqquadro la camera d’albergo del suo assistente personale, Bob Halley. Il giorno seguente, al risveglio, John si è trovato davanti ai danni, come ha ricordato nel libro: "'Porca puttana', ho esclamato. 'Che cosa è successo?'. 'Elton, ha risposto Halley dopo una lunga pausa, sei successo tu'". Gli inconvenienti sono proseguiti quando il regista del video, Russell Mulcahy, cadde accidentalmente in mare insieme alla cinepresa, mentre camminava all’indietro durante le riprese. Ciò ha reso necessario girare nuovamente gran parte del materiale di quella giornata. Nonostante questi episodi, il brano e il video si sono valorizzati a vicenda in modo perfetto. Il filmato ha dimostrato che John era pronto ad accogliere il nuovo formato, a differenza di altre star già affermate all’epoca. E, aspetto fondamentale, gli ha permesso di conquistare un pubblico nuovo e più giovane.
"I’m Still Standing" venne pubblicata nell’aprile 1983 negli Stati Uniti e il 22 luglio 1983 in Gran Bretagna riportando la quarta posizione nel Regno Unito e la dodicesima negli Stati Uniti. Il 13 luglio 1985, a quasi due anni dalla sua uscita, Elton John salì sul palco dello stadio di Wembley a Londra in occasione del Live Aid, aprendo la sua esibizione proprio con questo brano. Da allora è rimasta un appuntamento fisso nei suoi concerti.
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