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Il trionfo acustico di Al Di Meola, tra perfezione e calore

23.05.2026 Scritto da Lucia Mora

Quando sei uno dei più grandi architetti della chitarra moderna, non hai bisogno di tante presentazioni. Dopo aver superato i problemi di salute del tardo 2023, Al Di Meola è tornato sul palco con una foga e una lucidità espressiva encomiabili. Anche nella cornice più intima del suo Acoustic Trio, con il chitarrista sardo Peo Alfonsi e il percussionista spagnolo Sergio Martinez; formazione che sta portando in giro per l'Europa in questi mesi e che è stata protagonista di una due giorni al Blue Note di Milano, per un totale di quattro (!) concerti.

Uno stile unico

Il segreto del suono di Di Meola, oggi come cinquant'anni fa, è il suo modo inconfondibile di suonare la chitarra. Invece di far scivolare le dita sulle corde per dare fluidità al suono, Al colpisce singolarmente ogni nota con il plettro. Questo rende il suo stile incredibilmente ritmico e ben definito. La differenza è che oggi non cerca più la velocità estrema a tutti i costi, ma preferisce giocare con l'intensità e le emozioni di ogni singolo momento. Beninteso: la velocità c'è ancora tutta. Eccome.

La sua capacità di passare da un sussurro a un suono potente nel giro di pochi istanti è sbalorditiva. Riesce a inserire accenti forti quando meno te lo aspetti, creando un dialogo continuo e vivace con le percussioni. Anche nei passaggi più veloci e difficili, dove le dita saltano da una parte all'altra del manico della chitarra, ogni nota si sente in modo cristallino. Non c'è mai un suono confuso: un risultato difficilissimo da ottenere dal vivo.

Un viaggio musicale

La struttura del concerto è pensata per far viaggiare lo spettatore, alternando momenti di carica ad altri di poesia. Le scalette uniscono la complessità del jazz alle atmosfere calde e passionali del Mediterraneo e del Sud America. Quando utilizza gli effetti speciali (i pedali che fanno suonare la chitarra quasi come un sintetizzatore), l'atmosfera cambia radicalmente. Gli assoli sono ancora più ipnotici e vanno oltre lo sfoggio di bravura: sono conversazioni piene di energia. Il dialogo è orchestrato alla perfezione, grazie alla sintonia ben oliata e impeccabile con Alfonsi e Martinez.

Un appuntamento fisso e molto amato nei suoi concerti è l'arrangiamento acustico di alcune canzoni dei Beatles (spesso unendo Because e In My Life). Di Meola prende i pezzi dei Fab Tour e, con rispetto e delicatezza, li trasforma in brani che sembrano usciti dal suo repertorio, rivestendoli di suoni classici ed eleganti. Sullo schermo alle sue spalle si susseguono foto di Lennon, McCartney, Harrison e Starr, mentre sulle note di Ava's Dance in the Moonlight vediamo vecchi filmini di famiglia con la figlia, cui è dedicata la canzone. È il momento nostalgia: scorrono anche foto di gioventù in compagnia di illustri colleghi, come Carlos Santana e Jimmy Page.

Ragazzo e maestro

La vera magia si sprigiona quasi sempre nei finali delle canzoni. I due chitarristi iniziano a suonare le stesse note insieme a ritmi incredibili, guardandosi e capendosi al volo, mentre Martinez li asseconda passando continuamente dalla batteria al cajón e viceversa, dai successi più storici fino a uscite più recenti come Eden.

Nonostante l'età e i decenni di carriera, Al Di Meola non si siede mai sugli allori. Non vuole suonare le sue vecchie canzoni col pilota automatico: c'è una ricerca continua del suono migliore e soprattutto voglia di mettersi in gioco, pur obbedendo alle regole ferree della perfezione tecnica. È un concerto in cui si respira la storia della chitarra, dove la passione del ragazzo al suo primo tour incontra la cura del grande maestro.


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