Fra i dischi più iconici e tormentati della carriera di Neil Young, "Tonight’s the Night" torna sul mercato in una veste completamente nuova. Dal bianco e nero della copertina originale si passa a un arcobaleno di colori accesi, perché di una festa si tratta: il disco compie 50 anni e Uncle Neil celebra questo traguardo con una deluxe edition che vuole andare oltre il solito cofanetto di rimasterizzazioni.
C'è una versione inedita di "Lookout Joe" più sei bonus track provenienti dalle session originali, alcune inedite e altre già sentite in qualche raccolta: "Walk On" e "Tonight’s The Night" (Take 3) non erano mai state rese pubbliche; "Everybody’s Alone", "Raised On Robbery" con Joni Mitchell e "Speakin’ Out" Jam erano già apparse in "Neil Young Archives Vol. II"; "Wonderin’", anch’essa inedita nell’album, era stata disponibile solo in streaming su NYA. È la prima occasione in cui tutte e sei vengono raccolte insieme su vinile.
Io vagabondo
Anche se pubblicato nel 1975, "Tonight's the Night" nasce in realtà nel 1973, all’indomani della morte di Danny Whitten e Bruce Berry, due figure centrali nella vita di Young. Per questo motivo il disco completa idealmente la “ditch trilogy”, la trilogia “dell’abbandono”, la reazione del cantautore canadese naturalizzato statunitense al successo multimilionario di "Harvest" (1972). Prima "Time Fades Away" (1973), poi "On The Beach" (1974) e alla fine, appunto, "Tonight’s The Night". Il contesto - privato, ma anche pubblico: il clima politico in evoluzione che avrebbe portato, tra le altre cose, alla fine della guerra in Vietnam - è fondamentale per entrare nell'anima di questo disco e per capirlo fino in fondo.
“I’ve been down the road and I’ve come back”, sono andato lungo la strada e sono tornato; “I’m a million miles away”, sono lontano un milione di miglia; “I’ll find somewhere where they don’t care who I am”, troverò un posto dove a nessuno importa chi sono. Più che un album è un ritratto, la fotografia di un'anima inquieta e vagabonda salvata soltanto da quelle poche, profonde amicizie coltivate nel tempo. Come quella con Joni Mitchell.
Il tempo guarisce
Joni "presta" la sua "Raised on Robbery" a Neil, ed è significativo che una canzone così allegra e leggera venga inserita proprio qui, dove è il dolore a farla da padrone. Un contrasto che sottolinea l'importanza dei propri cari nei momenti bui - e se c'è una persona su cui Neil Young ha sempre potuto contare, quella è Joni Mitchell. Anche quando canta "Everybody's alone", siamo tutti soli, con i Santa Monica Flyers, in realtà aggiunge un'atmosfera musicale più distesa rispetto all'originale.
La disarmonia ha sempre fatto parte del linguaggio di Neil Young, che più veniva applaudito e più si autosabotava, più era celebrato e più s'inabissava. Nella deluxe edition di "Tonight's the Night", il suono rimasterizzato non cancella l'atmosfera originale, ma le bonus track, con la loro spensieratezza, ci dicono che il tempo lenisce ogni ferita. Senza però rinunciare alla propria essenza, a cantare melodie prese in prestito dagli Stones, "da solo in questa stanza vuota, troppo distrutto per scriverne una mia".
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