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Il tastierista di Vasco: “Così nacque l’intro di 'Canzone'”

24.01.2026 Scritto da Redazione Rockol

Da trentasette anni è una delle presenze fisse della band di Vasco Rossi. Era il 1989 quando Alberto Rocchetti, ribattezzato “il lupo maremmano” dal rocker di Zocca (il musicista è originario di Montalto di Castro, vicino Viterbo, maremma laziale), entrò nel gruppo della voce di “Vita spericolata”. Da allora non se ne è mai andato. Se si esclude Claudio “il Gallo” Golinelli, il bassista al fianco di Vasco dal 1979, che però dal 2019 partecipa agli show di Rossi solo come ospite speciale, Rocchetti è il membro più longevo della band del Blasco. Nei concerti il suo momento coincide da sempre, nella memoria collettiva dei fan, con uno dei passaggi clou del finale: l’intro al pianoforte di “Canzone”. Il brano che Vasco scrisse nel 1982 ispirandosi al padre morto prematuramente, e che spesso ha dedicato all’amico Massimo Riva, scomparso nel 1999, in scaletta apre l’epilogo degli show, prima di “Albachiara” e di “Vita spericolata” (che però quest’anno Vasco ha scelto di mettere in apertura dei concerti). Dal vivo, l’esecuzione di “Canzone” è preceduta da un lungo preludio al piano suonato proprio da Alberto Rocchetti, che quando non è in tour con Vasco si esibisce dal vivo con i suoi progetti nei locali di tutta Italia e in una recente serata ha raccontato al pubblico la genesi di quel preludio:

Tra le esecuzioni più celebri di “Canzone” c’è quella del settembre del 2008 allo Stadio Dall’Ara di Bologna durante il tour de “Il mondo che vorrei”, immortalata anche dalle telecamere del dvd “Il mondo che vorrei live 2008”: fu una delle volte in cui cantando il brano Vasco mandò un pensiero a Massimo Riva. “Sei sempre con noi, viva Massimo Riva”.

C'è un video, risalente a un concerto tenuto dal rocker al Palazzo dello Sport di Roma (all'epoca chiamato PalaEur, dal nome della zona della Capitale dove si trova l'arena) durante il tour del 1987 dell'album "C'è chi dice no", che immortala Rossi e lo stesso Massimo Riva mentre cantano insieme "Canzone" seduti a bordo del palco. Un momento di una dolcezza quasi disarmante, a testimoniare un'amicizia che definire fraterna è dir poco: "Quando è morto, mi è venuta a mancare la figura, la persona, non tanto per il chitarrista: c'è stato tra noi un rapporto di complicità che andava oltre lo spettacolo sul palco", avrebbe detto Vasco a vent'anni dalla morte, ricordandolo. 



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