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Il ritorno di Taratata in Italia

13.01.2026 Scritto da Gianni Sibilla

A quasi trent’anni dalla sua prima apparizione sugli schermi italiani, Taratata torna in Italia. Il format francese è un nome classico per la musica dal vivo. Nei giorni scorsi sono stati messi in vendita i biglietti per due serate che si svolgeranno domenica 8 e mercoledì 11 febbraio 2026 alla ChorusLife Arena di Bergamo: diventeranno un programma TV per Mediaset, condotto da Paolo Bonolis.
Il programma è un’istituzione della televisione musicale francese – con oltre 600 puntate – ed era già stato realizzato dalla Rai tra il ’98 e il 2001.

Un monumento della musica live in TV

Nato nel 1993 su France 2 da un’idea di Jean-Louis Blot e Nagui (che ne è tuttora il produttpre e conduttore), Taratata è diventato nel tempo una vera istituzione della televisione francese, e non solo. Con oltre 600 puntate all’attivo tra edizioni regolari, speciali e revival, il programma ha attraversato tre decenni di musica pop e rock internazionale, ospitando praticamente tutti i grandi nomi della scena mondiale: da David Bowie agli Smashing Pumpkins, da Stevie Wonder ai Cranberries e Jamiroquai, passando per centinaia di altri artisti – ovviamente francesi, internazionali e anche qualche italiano come Elisa e Zucchero.

Per quantità e qualità delle esibizioni dal vivo, Taratata rappresenta uno dei modelli più solidi e riconoscibili della musica in TV, secondo per impatto e influenza soltanto ai grandi format musicali del live di MTV come “Unplugged” e “Storytellers” – con un approccio simile: non la ripresa di un concerto, ma la creazione di un palco dove mettere in una nuova luce artisti e performance, con un’attenzione alla produzione e alla qualità televisiva, ma senza forzare la musica al medium, come spesso avviene nei programmi di intrattenimento. Per dire: quando il programma venne chiuso nel 2013, ci fu una petizione. Il programma è ripartito due anni dopo e, in occasione del trentesimo anniversario, si è svolto un concerto alla Défense Arena di Parigi con 84 artisti e 40.000 spettatori.

L’esperienza italiana di fine anni ’90

Non è la prima volta che Taratata arriva in Italia. Tra il 1998 e il 2001 il format ebbe una versione italiana su Rai 1, condotta prima da Enrico Silvestrin poi da Natasha Stefanenko con Vincenzo Mollica: musica rigorosamente dal vivo e un mix tra ospiti internazionali e italiani. Passarono R.E.M. (che vennero accoppiati con Biagio Antonacci in un mini concerto al Paladozza di Bologna, dove si svolsero le prime due edizioni), i Blur, i Cranberries e anche Madonna.
Quell’esperienza, breve ma significativa, rappresentò un’eccezione nel palinsesto musicale italiano dell’epoca: i risultati non furono esaltanti, e neanche la critica (il programma venne stroncato dal critico del Corriere Aldo Grasso).

Il ritorno di Taratata è tutto da capire: lo slogan è “Al centro della musica” e la locandina mostra un palco rotondo al centro della platea. Arriva in un periodo in cui la musica dal vivo è molto presente sui media: album live, il ritorno dei concerti in streaming, o social media. Anche in TV, la stessa Mediaset ha trasmesso diversi concerti dal vivo (Elisa, Elodie) nelle ultime stagioni. Qui però si tratta di una produzione originale di musica dal vivo per lo schermo, un formato che per la TV è sempre più raro – preferendo concentrarsi sull’acquisizione e trasmissione di concerti già esistenti, o di serate con performance multiple (per lo più in playback) nel periodo estivo, sul modello del classico Festivalbar.

Il ritorno di Taratata era stato annunciato da Pier Silvio Berlusconi all’incontro con la stampa di dicembre, ma oltre alla produzione di Friends & Partners non ci sono molte altre informazioni al riguardo. “Mi piace giocare con la musica soprattutto quando questa creta sonora è nelle mani di grandi artisti. Dopotutto sia nella lingua inglese che francese lo stesso verbo indica entrambi i concetti (to play/jouer)”, ha dichiarato Bonolis. Sarà interessante vedere come questa filosofia verrà messa in pratica, e con che tipo di cast.


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