Quando i Clash suonarono il loro primo concerto americano, il 7 febbraio 1979, avevano già pubblicato due album, "The Clash" (1977) e "Give'em enough rope" (1978), ed erano abbastanza popolari negli Stati Uniti da suonare in un luogo come il Berkeley Community Theatre di Berkeley, in California, un locale da 3.500 posti nel campus della Berkeley High School in cui si erano esibiti in passato, per citare solo qualche nome, Bob Dylan, gli Who e Jimi Hendrix.
Il cantante della band inglese Joe Strummer, abituato a suonare nei club punk inglesi, non era entusiasta all'idea di esibirsi in un campus universitario. Nel backstage parlando con la rivista Time dichiarò: "Non avremmo dovuto suonare qui. È una città universitaria. Sono degli snob noiosi."
Strummer non immaginava che sarebbe andata così. Ma d'altronde, negli ultimi mesi ai Clash non girava molto bene. La band era stata costretta dalla CBS Records a ingaggiare il produttore dei Blue Oyster Cult, Sandy Pearlman, per il loro secondo album, "Give 'Em Enough Rope", un disco che per il suo suono più patinato e radiofonico non aveva sfondato negli Stati Uniti come la casa discografica aveva sperato. In più, la band era indebitata con la CBS, aveva appena licenziato il manager Bernie Rhodes e, dulcis in fundo, Strummer e il chitarrista Mick Jones, i principali autori dei Clash erano nel bel mezzo di una crisi di creatività.
Le cose iniziarono ad andare meglio dopo che il gruppo scelse una nuova manager, Caroline Coon. La Coon era la ragazza del bassista Paul Simonon, ma era attenta alle esigenze e ai desiderata di tutti i membri della band. Fare un tour in America? Con i Clash indebitati, la CBS non voleva finanziare un tour all'estero, ma Caroline riuscì a convincere l'etichetta statunitense della band, la Epic, a sovvenzionare il tour. Simonon e Strummer vollero che ad aprire i loro concerti americani fosse Bo Diddley, la Coon scovò Diddley in Australia e accettò di pagarlo in anticipo.
I Clash incontrarono Diddley a Vancouver, in Canada, dove diedero inizio al tour il 31 gennaio, prima di muovere alla volta degli Stati Uniti. Di Diddley Joe Strummer a Q disse: "Dal vivo, era più impressionante di quanto potessimo immaginare. Si vestiva come se fosse pronto a combattere. Indossava sempre il suo enorme cappello da sceriffo e una fibbia gigante, ti trovavi inequivocabilmente al cospetto di qualcuno che non dava tregua."
Diddley e il gruppo si affezionarono l'uno agli altri. Fu una buona cosa considerando che viaggiavano tutti sullo stesso tour bus. Mentre erano in viaggio dal Canada alla California ricevettero una terribile notizia: Sid Vicious, ex Sex Pistols e membro della medesima scena punk londinese dei Clash, era morto a New York. Così riportò il terribile accaduto Joe Strummer nel diario del tour che teneva per la rivista NME: "Mi sveglio e mentre cerco qualcosa per la colazione, Ace Penna, il nostro tour manager negli Stati Uniti, mi dice 'Ehi, lo sai che Sid è morto?' Lo prendo per la gola. 'Cosa vuoi dire?', ringhio. Poi, mentre mi rendo conto, non voglio colazione. La nostra prima mattina in America." Era la prima mattina dei Clash in tour in America, ma in realtà non era la loro prima volta negli Stati Uniti. L'anno precedente, avevano trascorso un po' di tempo a registrare delle parti di "Give 'Em Enough Rope" a San Francisco.I fan tra il pubblico di Berkeley potrebbero non essersi resi conto di quanto i Clash fossero felici di essere in America. La band diede inizio al concerto con "I'm So Bored With the U.S.A.". Sempre a Q Strummer raccontò: "Abbiamo iniziato il concerto con 'I'm So Bored with the U.S.A.' perché volevamo scoprire se in America avevano il senso dell'umorismo. L'adorarono, perché dicevamo che eravamo stufi della spazzatura scadente in TV, di tutte le importazioni culturali scadenti che provenivano dall'America. I ragazzi erano stufi quanto noi da tutta quella spazzatura."
Il resto del set comprendeva un mix di canzoni del primo album, del secondo album e dei singoli più recenti, "Clash City Rockers", "White Man (In Hammersmith Palais)" e la cover di "I Fought the Law". "White Riot" fu il bis. Nel libro 'Redemption Song: The Ballad of Joe Strummer' il fotografo Bob Gruen a proposito di quel primo concerto americano dei Clash racconta: "Il primo concerto è stato uno spasso. Il locale era pieno di gente allegra che ballava. I Clash erano più di una normale band che si diverte. Non solo ci si divertiva, ma si rifletteva anche sui problemi che affliggevano la gente. Le cose erano serie e c'era molto per cui arrabbiarsi, ma c'era anche molto per cui divertirsi. La forza della musica lo faceva sembrare un campo di battaglia, uno scontro. Le luci lampeggiavano in continuazione, come esplosioni."
Le recensioni del concerto riportate dai giornali e dalle riviste musicali furono ampiamente positive. Alcuni riconobbero che il pubblico statunitense era più pacato rispetto ai punk britannici, i Clash apprezzarono il fatto che nessuno cercasse di sputare loro addosso durante l'esibizione. Sebbene Joe Strummer ammettesse che il pubblico universitario avesse apprezzato il primo concerto dei Clash negli Stati Uniti ("battevano i loro libri di testo di biologia a tempo di musica", commentò ironicamente nel suo diario), lui non era venuto in America solo per entrare in contatto con la popolazione studentesca.
Così, sfidando il promoter Bill Graham, i Clash organizzarono in tutta fretta un secondo live nell'area di San Francisco per la sera successiva. Questo si sarebbe tenuto al Geary Temple (che un tempo era stato il vecchio Fillmore West di Graham), sarebbe costato la metà del primo concerto e ne avrebbero beneficiato un'organizzazione giovanile e i senzatetto. Il secondo concerto della band in America fu un'iniziativa benefica, un fatto di cui i Clash erano orgogliosi. Scrisse Strummer: "Lo spettacolo è davvero fantastico, la sala è davvero fantastica, il pubblico è davvero fantastico, ma dobbiamo partire subito dopo il set per guidare per 400 miglia fino a Los Angeles".Setlist:
Complete Control
I Fought the Law (cover dei Crickets)
Jail Guitar Doors
Drug-Stabbing Time
City of the Dead
Safe European Home
(White Man) In Hammersmith Palais
Tommy Gun
Clash City Rockers
English Civil War
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link