In questi nostri anni Venti Irene Grandi non è stata certo a girarsi i pollici: una partecipazione con nona posizione nella classifica finale del festival di Sanremo nel 2020 con la canzone "Finalmente io" firmata da Vasco Rossi, Gaetano Curreri, Roberto Casini e Andrea Righi; una continua presenza in tour, uno di questi dedicato al blues, sua vecchia passione; per non dire del ruolo da protagonista, lo scorso anno, nella opera-rock musicata dall'ex batterista dei Police Stewart Copeland "The witches seed". All'appello in questa frenetica attività dai contorni sempre diversi mancava solamente il realizzare un nuovo album di inediti, operazione che non veniva messa in cantiere dai tempi di "Grandissimo", sei anni e mezzo orsono. Ora, con le undici canzoni presenti in "Oro e rosa", anche quella casella è stata riempita.
Oro e Rosa
Al nuovo album di Irene Grandi ha partecipato un nutrito gruppo di persone, soprattutto a livello autoriale, che ha svolto un egregio lavoro. Si può citare, uno per tutti, il frontman dei Baustelle Francesco Bianconi che firma "Universo". L'unica altra voce che compare "Oro e rosa" è quella di Carmen Consoli che accompagna Irene in "Colorado", canzone che profuma di viaggio e libertà e che, in un certo modo, nel testo, ripercorre la narrazione dell'indimenticabile film di qualche anno fa 'Thelma e Louise' interpretato da Susan Sarandon e Geena Davis. A Stewart Copeland è stato invece chiesto di supervisionare la ritmica (e che altro sennò) di "Fiera di me", brano che chiude l'album in cui la cantante fiorentina sfodera tutta la grinta e l'orgoglio di cui è capace.
Pop adulto
La musicista toscana dopo oltre trenta anni di carriera solista si avvia a diventare, con giusto merito, una delle 'signore' della canzone italiana, dichiarato con tutto il rispetto e l'ammirazione del caso. Senza perdere la solarità che da sempre erompe in modo spontaneo dalla voce di Irene, il nuovo album è costruito sui chiaroscuri e le riflessioni portate dall'esperienza, dalla maturità, dall'età. "Oro e rosa" è un album che si può definire adulto e compiuto. Un album in cui la consapevolezza delle difficoltà e degli alti e bassi che il vivere inevitabilmente racchiude non deve mai riuscire a spegnere la luce – per quanto a volte fioca, ma così va la vita – della speranza in ciò di buono che può riservare il domani.
Esperienza e trasformazione
Irene Grandi ha un grande avvenire pop dietro le spalle. Ma quello è ciò che è stato, "Oro e rosa" è un buon manifesto della Irene che è oggi e di quella che auspicabilmente verrà in futuro: una Irene conscia che esiste un pop e una canzone per ogni età e che può e deve essere declinato alla ricerca della qualità. Oppure, spiegato meglio dalle sue parole: "C’è un momento, nella trasformazione continua che caratterizza ogni crescita artistica e personale, in cui ci sentiamo come sospesi. Il momento che descrivo nelle canzoni di questo album è proprio questo passaggio: il coraggio di ricordare e lasciare andare il passato per piantare un nuovo seme, entrando nel buio, nell’ignoto con speranza, seguendo il bagliore dell’ispirazione e la forza dell’esperienza."