Una festa, un ricordo e un viaggio. Il “San Siro Live 2025” di Elisa è tutto questo: un momento simbolico della sua carriera, ripercorsa e celebrata in tutti i suoi venticinque anni di musica ed evoluzione artistica. Un semplice album dal vivo che mira ad essere un ritratto dell’artista e di un concerto che ha unito la dimensione della collettività e l’introspezione personale.
Le due anime di Elisa
La scaletta di “San Siro Live 2025” è divisa in due parti, che rispecchiano le due anime dell’universo musicale di Elisa. Nella prima parte emergono atmosfere più intime, delicate e riflessive: l’introduzione (“Intro + Gift”) dà il via alle danze, poi scorrono brani come “Labyrinth”, “Rainbow”, “Broken”, “Una poesia anche per te”, “Heaven Out of Hell”, fino ad arrivare a momenti ancora più intimi come “Eppure sentire (un senso di te)” e “Anche fragile”.
La seconda parte è invece un’esplosione di energia e di ponti tra il passato e il presente: c’è spazio per medley (come “A tempo perso” / “It is what it is” / “Cure me” / “Neon”), per i grandi classici (“Luce”, “O forse sei tu”) e per ospiti illustri come Jovanotti, Cesare Cremonini, Ligabue, Giorgia, Dardust e Giuliano Sangiorgi.Il rapporto con il pubblico
Uno dei punti di forza del live è la capacità di Elisa di trasformare il concerto in un rito condiviso con il suo pubblico. Non solo esecuzione ma anche dialogo: ogni brano cerca una risposta nelle migliaia di voci presenti alla Scala del calcio. Anche se la voce protagonista è, chiaramente, una e una sola: ancora una volta a colpire è la padronanza con cui la cantautrice di Trieste modula il cantato, attraversando tonalità delicate e impennate vertiginose con naturalezza.
L’arrangiamento live valorizza pienamente la sua versatilità. Dall’elettronica a passaggi più soul o cantautorali, Elisa mantiene la sua coerenza stilistica in ogni sfumatura, mentre il pubblico non è sottofondo ma parte integrante del concerto.Momenti chiave
Diversi passaggi dell’album sono particolarmente potenti. “Eppure sentire” – una delle ballad più iconiche di Elisa – acquista una risonanza quasi spirituale nella cornice dello stadio, dove il potere della voce si fonde con l’eco degli spettatori. Lo stesso vale per “Anche fragile”, manifesto di vulnerabilità ma anche della forza che nasce dall’accettazione di sé, che al Meazza sprigiona un’energia intensa.
Merita una menzione anche “Together”: per la spinta rock, per il messaggio di pace e per l’intreccio di due voci femminili di riferimento per la musica italiana; quando Elisa e Giorgia uniscono le forze, c’è poco da aggiungere e tanto da ascoltare.Un lascito
“San Siro Live 2025” è un album impegnativo. Sia perché si tratta di più di due ore e venti di concerto, sia per la densità emotiva che Elisa imprime in questo grande traguardo, la sua prima volta nello stadio più ambito d’Italia. Ricreare al 100% il pathos della serata dal vivo è impossibile, ed è il bello del live: bisogna esserci per viverlo fino in fondo e sentirlo sottopelle. Ma la registrazione è indubbiamente la riproduzione più fedele di quanto accaduto la sera del 18 giugno 2025.
Un concerto che suona come un lascito artistico, fatto di amicizie, di simbiosi con il pubblico e di anni di narrazione autentica, generosa ed emotiva. Un invito a (ri)scoprire una voce sempre ammirevole e mai banale.