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Il creatore di X Factor: "Avrei scartato Bob Dylan dal programma"

25.11.2025 Scritto da Mattia Marzi

"Avrei scartato Bob Dylan dal programma": a dirlo è Simon Cowell, discografico britannico di lungo corso e creatore di X Factor, tra i talent show più longevi al mondo. Simon Cowell è l'uomo dietro al successo di One Direction, Little Mix e altri. Dopo aver lanciato X Factor, è stato giudice di diversi talent, da Pop Idol a Britain's Got Talent, passando per American Idol. La sua ultima creatura è la serie Netflix "Simon Cowell: The Next Act", che debutterà il 10 dicembre sulla piattaforma di streaming e "lo seguirà ovunque, mentre si ripromette di fare di nuovo centro per provare a creare la prossima boyband di successo mondiale". In un'intervista a Rolling Stone concessa proprio in occasione della promozione della docu-serie, Cowell, 66 anni, si è raccontato a tutto tondo, parlando anche dei suoi gusti musicali.

Cowell ha rivelato di non essere un fan di Bob Dylan:

Poi il "papà di X Factor" ha aggiunto:

A proposito della sua nuova creatura, Cowell ha spiegato:

Gli One Direction, gli artisti di maggiore successo lanciati da X Factor, si sono sciolti nel 2016 e l'unico dei cinque componenti della band ad aver avuto un concreto successo da solista è stato Harry Styles. Liam Payne, uno dei cinque componenti, è morto lo scorso anno, precipitando dal balcone della sua stanza d'hotel a Buenos Aires, in Argentina: gli esami tossicologici rivelarono la presenza nel suo sangue di sostanze stupefacenti, tra cui cocaina rosa. Di ex vincitori dell'edizione britannica del talent come Leona Lewis, Alexandra Burke, Sam Bailey e Rak-Su si sono perse le tracce. Lo stesso talent show ha chiuso i battenti, oltremanica, nel 2018. Bob Dylan ha venduto oltre 125 milioni di copie a livello mondiale ed è considerato uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi. Nel 2016 l'Accademia svedese gli ha assegnato il Premio Nobel per la Letteratura "per aver creato nuove espressioni poetiche all'interno della grande tradizione della canzone americana".

(Articolo originale su Rockol.it)

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