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I Ramones era come se provenissero da un altro mondo

11.02.2026 Scritto da Paolo Panzeri

E' strano il solo pensarlo ma è probabile che i Ramones non sarebbero mai esistiti – almeno in fase di lancio - senza i Bay City Rollers. Una affermazione del tutto vera per il loro singolo di debutto, "Blitzkrieg Bop".



Almeno stando a quanto raccontato dell'ex batterista della band newyorkese, mancato nel 2014, Tommy Ramone: "All'epoca c'era un grande successo dei Bay City Rollers intitolato "Saturday night", che era un pezzo tipo cantilena. Così ho pensato che sarebbe stato divertente farlo anche per i Ramones. E mi è venuto in mente 'Hey! Ho! Let's go!'. Mi piaceva perché prendeva in giro Mick Jagger che cantava la versione degli Stones di "Walking the dog", dove fa 'High low, tippy toe'. Tutti noi ci divertivamo a cantarci sopra per scherzo 'hey ho!'".


"Blitzkrieg Bop" era una pura scarica di adrenalina da poco più di due minuti, tre accordi e via. Senza requie. Fu la canzone che contribuì a lanciare i Ramones come incarnazione del punk newyorkese. Il 4 luglio 1976 i padrini del punk britannico, Clash, Sex Pistols e Damned erano tutti presenti e schierati al primo concerto della band in Gran Bretagna al Roundhouse di Londra. Il leader dei Buzzcocks, Pete Shelley, di "Blitzkrieg Bop" disse che era una specie di chiamata alle armi. Tommy Ramone ricordò con orgoglio: "Eravamo davvero unici. È difficile immaginarlo ora, ma quello che facevamo era davvero diverso da qualsiasi cosa chiunque avesse mai sentito prima. Era come se provenissimo da un altro mondo".

Tommy Ramone scrisse la canzone (insieme al bassista Dee Dee Ramone) come una sua personale celebrazione dei fan della musica rock. "In pratica parlava di alcuni ragazzi che andavano a un concerto, per staccare la spina e divertirsi. Mi è capitato di prendere la chitarra di Joey Ramone, ho iniziato a suonarla e sono venuti fuori gli accordi." Ma il significato della canzone si basa su un suo ricordo particolare? Tommy la mette così: "Ho visto un sacco di fantastici concerti dal vivo. Uno dei migliori fu uno spettacolo presentato da Murray the K al Brooklyn Fox Theatre, con Joey Dee & the Starliters. Fecero una lunga versione di "Shout" con influenze gospel che fece impazzire tutti. Avevo 13 anni. Un altro grande spettacolo fu quello degli Who al Village Theatre, prima che diventasse il Fillmore East. Furono fantastici."

Il vocabolo tedesco nel titolo portò alcuni a pensare che la canzone, in realtà, fosse collegata al tempo della seconda guerra mondiale, un brano contro i nazisti date le origini ebraiche dei membri dei Ramones. Tommy al riguardo però è piuttosto categorico. "Sono tutte sciocchezze. Il titolo originale della canzone era "Animal Hop". Dee Dee se ne uscì con "Blitzkrieg Bop" perché voleva Ramonesizzarla. Cambiò un verso. Prima era 'They're shouting in the back now', lui lo cambiò in 'Let's go shoot 'em in the back now'. Questo potrebbe aver portato a pensare a delle idee cospirazioniste, ma non sono il testo originale della canzone. Dee Dee ci ha messo il titolo e quel verso, ma tutto il resto è mio."

Per dire come se la passavano al tempo i quattro ragazzi newyorkesi - che per suonare si erano trasformati nella famiglia Ramone: Joey, Tommy, Dee Dee e Johnny Ramone - l'omonimo disco d'esordio (leggi qui la recensione), che aveva "Blitzkrieg Bop" come primo singolo, venne registrato di notte perché i costi della sala di registrazione erano più bassi. Il produttore della Sire Records, Craig Leon, ricordando quel periodo dichiarò: "So esattamente quanto costò realizzare quell'album, perché ero l'A&R e avevo il capo più tirchio del mondo (Seymour Stein, ndr). Costò 6.400 dollari. Ci furono parecchie prove, ma tutto era già praticamente strutturato. Tommy aveva una visione di tutto ciò che riguardava la band. Lui aveva il concept e io mi occupai del passo successivo, trasferendolo su disco e rendendolo un po' più anticonvenzionale e stridente di quanto lui avesse inizialmente pensato."

Leon prosegue ancora dicendo: "I Ramones erano un caos totale dal vivo, ma il loro sound in studio non era ancora del tutto perfetto. Ad alcune canzoni fu data la priorità perché erano le tracce principali, "Blitzkrieg Bop" era una di queste. Quindi abbiamo dovuto ricorrere a una maggiore tecnica di produzione. Il mito secondo cui la band si mise lì e fece tutto da sola non è vero. Si trattava in gran parte di tracce di chitarra multistrato, sovraincisioni e un bel po' di tecnologia vocale. C'è molto di più di quanto si possa pensare."

Una volta approntato il tutto sorse la questione su come farsi passare nella programmazione radiofonica poiché esisteva un problema. A spiegarlo è, ancora una volta, Tommy Ramone: "Le canzoni venivano suonate un po' più lentamente di come le suonavamo dal vivo. Che ci crediate o no, suonare velocemente era qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima. Quindi eravamo preoccupati per la programmazione radiofonica. La casa discografica temeva che fossimo troppo veloci per il pubblico."

Al pensiero di Tommy Ramone si unì quello di Craig Leon: "Ricordo che discutemmo dell'idea di pubblicare "Blitzkrieg Bop" come singolo. Seymour era preoccupato per le connotazioni naziste che la parola 'blitzkrieg' poteva avere, ma per il resto era molto simile a qualcosa alla Bay City Rollers. Io pensavo che "Blitzkrieg Bop" sarebbe potuta finire su qualche folle stazione radio AM. Loro sentivano che avrebbero battuto i Bay City Rollers. Si sono lanciati pensando che sarebbero diventati la band più grande del mondo. Joey era un vero fanatico della cultura pop, adorava qualsiasi cosa degli Herman's Hermits! Sono abbastanza sicuro che nessuno dei Ramones fosse un fan delle band che la gente pensava li avessero influenzati. Non ascoltavano gli Stooges o i Velvet. Pensavano che fossero solo dei vecchi rincitrulliti." Hey! Ho! Let's go!

 

 

 

 

 

 

 


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