I Kneecap, con il loro nuovo album “Fenian” (qui la recensione), hanno raggiunto la seconda posizione nelle classifiche del Regno Unito e, come hanno scritto anche sulla loro pagina Instagram, hanno letteralmente fatto la storia. Questo perché nessun progetto con testi a maggioranza in lingua irlandese, in gaelico, era mai arrivato così in alto in classifica. Per un certo periodo sembrava addirittura potessero raggiungere il primo posto, ma alla fine sono stati superati da Michael Jackson. Due anni fa, come hanno ricordato loro stessi sui social, “Fine Art” si era fermato alla 43ª posizione. Questo dato fa capire chiaramente quanto sia cresciuta la band, anche sull’onda delle polemiche, dei processi e delle censure che hanno rischiato di subire. Ma questo è un risultato storico non solo per una questione musicale.
La lingua irlandese non è soltanto una lingua tradizionale: è anche una lingua politica. I Kneecap la utilizzano esattamente per questo motivo, come strumento di rivendicazione. Con la dominazione britannica in Irlanda si è provato a cancellarla, a eliminarla dalle scuole e a impedirne l’uso. I Kneecap la recuperano e la portano nelle loro canzoni, usandola come mezzo per affermare un’identità e una volontà d'indipendenza. Per questo motivo, il loro secondo posto non è semplicemente il risultato di un disco con una matrice linguistica folk, ma rappresenta anche un risultato politico.
Molti ascoltatori magari non comprendono completamente i testi, ma supportano comunque la loro causa e il loro messaggio. “Quando gli inglesi occuparono l'Irlanda, crearono un sistema scolastico in cui l'insegnamento era impartito in inglese. Ora l'inglese è una delle sue principali lingue parlate. La lingua irlandese, però, è in qualche modo sopravvissuta e ora la stiamo recuperando, riportandola dall'orlo dell'estinzione a una nuova fioritura. E come lo stiamo facendo? Con la musica. Con il rap, che ancora una volta è al servizio degli oppressi ed è un genere aperto a tutti”, ha spiegato DJ Próvaí nella nostra intervista. Arrivare secondi nelle classifiche del Regno Unito, per una band così apertamente antagonista, politica e ribelle, è quindi un risultato straordinario.
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