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I Dry Cleaning ci dicono di non rinunciare alla dolcezza

12.01.2026 Scritto da Paolo Panzeri

Sono trascorsi ormai nove anni da quando quattro ragazzi londinesi - la cantante Florence Shaw, il chitarrista Tom Dowse, il bassista Lewis Maynard e il batterista Nick Buxton – si lanciarono anima e corpo in un progetto battezzato Dry Cleaning. Nove anni in cui hanno avuto modo di dimostrare il loro talento e le loro capacità. Dopo il debutto nel 2019 con l'EP "Sweet princess", il gruppo diede alle stampe un primo album, "New long leg", nel 2021, cui fece seguito, in rapida sequenza, nel 2022, il secondo capitolo della loro saga intitolato "Stumpwork". La band incassò sin da subito i complimenti della critica e anche del pubblico se – come è vero – questi due lavori raggiunsero la Top Ten della classifica di vendita britannica.

Un mosaico musicale

Tre anni e mezzo fa, scrivendo di "Stumpwork" affermai, "Quella che la band inglese evoca non è magia, è piuttosto una malia. E' un qualcosa che ha poco di razionale, ha più a che fare con l'incapacità di reagire, con il non riuscire a gestire l'emozione." Ora, del nuovo album "Secret love" non posso che confermare quella piacevole impressione ed emozione che ebbi al tempo cercando di agganciare ogni trama sonora, spesso differente da una canzone all'altra, ma sempre al servizio del cantato, del parlato, del sussurrato di Florence Shaw. La terza prova dei Dry Cleaning, abbandonato alla produzione John Parish (con loro nei primi due album), ora vede a dirigere le operazioni la cantautrice gallese Cate Le Bon che si è detta entusiasta dell'esperienza: “Stando insieme in una stanza puoi sentire quella vitalità e quella forza che esiste tra loro che è davvero unica”. Questa unità di intenti la si percepisce appieno ascoltando "Secret love": undici brani che compongono e completano un puzzle musicale formato da molteplici influenze che possono portare dalle parti dei riferimenti folk come in "Let Me Grow And You'll See The Fruit" oppure della new wave come in "Hit My Head All Day". La chitarra in "The Cute Things" ha reminiscenze stonesiane, mentre il post punk fa capolino da più parti.

Malinconia e fiducia

I testi di Florence Shaw riflettono - chiaramente secondo la sua personale sensibilità - la realtà in cui viviamo cercando di trovare un significato ai dubbi e alle preoccupazioni che ci rendono inquieti e ci spingono ad utilizzare, per risolvere le controversie, la via dello scontro piuttosto che quella del dialogo. Nel terzo album dei Dry Cleaning prevalgono i momenti malinconici, ma nell'ultima canzone, "Joy", è presente l'invito a non lasciarsi stritolare dalle spire del pessimismo (“Don’t give up on being sweet"), a non rinunciare a mantenere uno sguardo fiducioso puntato al futuro. Il 2026 è iniziato da pochi giorni, "Secret Love" è uno dei primi dischi che vengono pubblicati quest'anno. Molti altri ne verranno ed alcuni di questi, ne sono certo, ci elettrizzeranno e ruberanno il cuore. Sono però altrettanto certo che le canzoni di questo quartetto londinese verranno ricordate nelle rituali classifiche di fine anno.


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